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Garante dei detenuti, via dal bilancio

Giudicato inammissibile l'articolo che prevedeva l'istituzione della figura del garante dei detenuti e dei minori. Dura la reazione di Civico "siamo indietro di otto anni e sempre più spesso in balia delle minoranze"

Il Presidente del Consiglio Proviunciale di Trento Bruno Dorigatti, ha deciso di dichiarare l’inammissibilità dell’articolo che prevedeva l’istituzione della figura del garante dei detenuti e dei minori.

Verrà dunque stralaciato l'articolo 31 dal disegno della legge di stabilità provinciale 2017, depositato a palazzo Trentini dalla Giunta. La norma risulterebbe "inammissibile in quanto estranea ai contenuti che dovrebbe avere la legge di stabilità".
Dura la reazione di Mattia Civico, consigliere provinciale Pd, di cui riportiamo un comunicato:

"L’inserimento nella legge di stabilità costituisce pertanto dichiarazione politicamente forte e vincolante sul fatto che si intende dare massimo sostegno all’istituzioni di tali figure di garanzia, in coerenza con l’impegno a coniugare concretamente sviluppo, buona amministrazione, innovazione con lo sforzo all’ inclusione, attenzione ai più fragili e pieno riconoscimento dei diritti fondamentali.

Ciò per me non è per nulla secondario, ma costituisce esattamente il motivo per cui mi riconosco nel centrosinistra-autonomista.

Mi pare però che, se tali norme che riguardano i diritti fondamentali non possono essere incluse, come il presidente Dorigatti ha evidenziato con lo stralcio, nella norma di stabilità, allora lo stesso presidente del Consiglio, l’ufficio di presidenza del Consiglio Provinciale, la conferenza dei Capigruppo dovrebbero farsi carico di garantire piena agibilità d’aula nella discussione di tali tematiche. Il rispetto rigoroso delle regole d’aula non può essere il bavaglio alle idee di nessuno.

Passa altrimenti il principio che il Consiglio legifera e orienta l’azione della giunta solo su questioni su cui c’é “larga intesa” e sulle quali c’è dunque ampia e trasversale convergenza. Ma allora, mi si permetta, sarebbe lecito chiedersi, a livello consiliare, se esiste o meno una maggioranza. Non si può assistere passivamente e con rassegnazione al fatto che la minoranza ha un evidente diritto di veto su temi non graditi: è già stato così ed è tutt’ora così.

Da otto anni il tema degli organismi di garanzia per minori e detenuti è all’attenzione del Consiglio. Da quando il dibattito a livello nazionale era appena accennato. Dopo otto anni siamo al punto che tali figure sono previste nella maggioranza delle regioni italiane, esistono dei riferimenti nazionali, ma la nostra Provincia non sarà in quella sede rappresentata. E’ così diventiamo periferia. Abbiamo ben speso 120 milioni di euro per costruire un carcere moderno, ma facciamo fatica a prevedere strumenti di garanzia universalmente riconosciuti come utili. Attenti alla scatole e forse meno ai suoi contenuti?

Accolgo con disciplina le decisioni del Presidente, mi aspetto però che vi sia la stessa tempestiva solerzia e quindi efficacia nel garantire un clima d’aula che consenta la serena discussione e infine la votazione di tutti gli atti, anche quelli che afferiscono alla sfera dei diritti civili. Non è stato così con il ddl omofobia, mi auguro che così invece possa essere con minori e detenuti. Credo che compito di chi governa l’aula consiliare sia anche questo e non solo la puntuale e asettica applicazione di un regolamento".

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