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Venerdì, 30 Settembre 2022
Marmolada

Frana cima Uomo, il servizio geologico assicura: "Fenomeno naturale"

L'area è oggetto di studio da più di 10 anni e rappresenta il sito di monitoraggio più studiato nelle Dolomiti

"La bellezza morfologia delle Dolomiti con le caratteristiche guglie è stata determinata da erosione e crolli di roccia come quello avvenuto nel pomeriggio del 16 agosto a cima Uomo, sul gruppo della Marmolada". Così il servizio geologico della protezione civile trentina interviene dopo quanto avvenuto ieri pomeriggio quando sulla regina delle Dolomiti, verso le 17.30, si è staccato materiale roccioso con un volume compreso tra i 100 e i 200 metri cubi.

Il servizio della Provincia sta compiendo le necessarie stime per determinare il volume del distacco, che ha creato un velo di polvere e detriti sul terreno. "Si tratta - fanno sapere gli esperti - di un fenomeno naturale e contenuto, se confrontato con altri episodi avvenuti anche recentemente in aree poco frequentate e dunque passate inosservate".

Secondo i tecnici del servizio geologico, questo genere di eventi può sembrare più frequente rispetto al passato, ma "si tratta di crolli del tutto naturali causati da arretramento del permafrost, piogge ed escursione termica".

Secondo quanto emerso dal sopralluogo effettuato nelle ore immediatamente successive all’episodio, il distacco è avvenuto un centinaio di metri più a valle rispetto alla vetta, che si trova a quota 3.006 metri. Alla luce dell’assenza di sentieri nei pressi della frana, sono esclusi pericoli imminenti per gli escursionisti.

Ai piedi di cima Uomo, nel settore più elevato della val San Nicolò, è peraltro situata una della più importanti aree di monitoraggio del permafrost del Trentino orientale. Si tratta di un ammasso detritico (rock glacier) che contiene ghiaccio e che è evoluto nel tempo in condizioni di permafrost, oggetti geologici più resilienti dei ghiacciai rispetto ai cambiamenti climatici. 

"Cima Uomo e l’area circostante - concludono gli esperti - sono oggetto di studio da più di 10 anni e rappresentano il sito di monitoraggio più intensamente studiato nelle Dolomiti".

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