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Fecondazione eterologa negata: coppia trentina fa causa alla Provincia

Una coppia trentina si è dovuta rivolgere ad una struttura privata, con costi altissimi, nonostante la sentenza della Corte Costituzionale del 2014 che ha riconosciuto come legittima la fecondazione eterologa

Una coppia trentina ha deciso di fare causa alla Provincia per non aver avuto accesso alla fecondazione eterologa, a due anni di distanza dalla sentenza della Corte Costituzionale che ha "liberalizzato" tale pratica medica. Si tratta, è bene ricordarlo, di un metodo di fecondazione artificiale che prevede l'utilizzo di gameti, solitamente maschili, provenienti da un donatore. 

La coppia è stata costretta a rivolgersi ad una struttura privata con costi altissimi, attorno ai 7mila euro, quaando in realtà diverse sentenze di Tar e Consiglio di Stato, oltre alla già citata sentenza costituzionale del 9 aprile 2014, prevedano il diritto alla fecondazione eterologa, e perciò il dovere, da parte della  sanità pubblica, di garantire il servizio. 

La Giunta provinciale, caso unico nel Nord Italia, ha deciso di attendere l'introduzione della fecondazione eterologa nei Lea nazionali, i livelli di prestazioni sanitarie gratuite decisi dal ministero. la  sentenza èè attesa per fine mese. 

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