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Domenica, 23 Giugno 2024
Botta e risposta

Scoppia la faida fra i gruppi animalisti: insulti e intimidazioni sui social

Da una parte l'associazione Centopercentoanimalisti e dall'altra Enrico Rizzi, ex capo della segreteria nazionale del Partito animalista europeo e oggi influencer per i diritti degli animali

In Trentino tiene ancora banco la questione della gestione della fauna selvatica mentre in Abruzzo ci si deve ancora riprendere dallo choc dell'uccisione dell'orsa Amarena. Intanto esplode uno scontro tutto interno ai movimenti animalisti, a colpi di insulti e intimidazioni sui social network. Succede a pochi giorni dalla manifestazione a San Benedetto dei Marsi (provincia de L'Aquila), prevista per domenica 10 settembre. Proprio questo evento è stato il casus belli che ha portato alla faida: da una parte l'associazione Centopercentoanimalisti e dall'altra Enrico Rizzi, ex capo della segreteria nazionale del Partito animalista europeo e oggi influencer per i diritti degli animali.

Enrico Rizzi contro Centopercentoanimalisti

Rizzi giovedì ha rilanciato dalle proprie pagine social la notizia che Paolo Mocavero, leader di Centopercentoanimalisti, finirà a processo per lesioni personali e minacce nei confronti di un altro militante. Un procedimento penale che ha poco a che fare con gli animali. Ma tanto è bastato per portare Rizzi a boicottare la manifestazione del 10. "Domenica 10 settembre non aderirò assolutamente alla manifestazione che si terrà in San Benedetto dei Marsi per mamma orsa Amarena. Il motivo è semplice: tra gli organizzatori o coloro che aderiscono vi è uno pseudo movimento animalista che fa capo a un soggetto che tra due mesi dovrà presentarsi al Tribunale di Como" ha scritto Rizzi su Facebook, facendo espresso riferimento a Mocavero e al suo gruppo. "Tutto questo è inammissibile - si legge ancora sul profilo di Rizzi -. Amo gli animali, mi batto per loro, ma non posso mai lottare al fianco di chi va in giro a "menare" qualcuno".

Enrico Rizzi contro Paolo Mocavero ok

Centopercentoanimalisti si difende

Dal canto loro, i militanti di Centopercentoanimalisti non ci stanno e si ribellano, pubblicando un post in cui, con riferimento a Rizzi, si legge: "Ancora una volta sta cercando di infangare il nostro Movimento. Appena avremo tempo scriveremo qualcosa. Solo una precisazione, siamo noi (in buona compagnia) che non ti vogliamo". Dal post poi emerge come il gruppo animalista è convinto che l'azione di Rizzi sia stata studiata a tavolino per cercare di screditare un gruppo in crescita come quello di Centopercentoanimalisti. Vengono anche annunciate querele nei confronti dell'influencer perché, come si legge, Mocavero non potrebbe difendersi perché sottoposto a un divieto di avvicinamento nei confronti della presunta vittima del pestaggio. "Ne stanno approfittando perché conoscono la situazione - scrive qualcuno -. Appena potrà farlo, fidati che ne salteranno fuori delle belle" ha scritto un militante rispondendo a un altro commento.

Rizzi: "Espongono tutto il mondo animalista al ludibrio"

Fatto sta che Centopercentoanimalisti sarà in Abruzzo il 10 settembre insieme ad altre venti sigle di associazioni a difesa degli animali. L'influencer animalista ha deciso di organizzare un’altra manifestazione che si terrà sabato 23. "La causa animalista è per me sacra - ha detto proprio Enrico Rizzi a TrentoToday - ma ciò non significa che io possa accettare di scendere in piazza insieme a persone rinviate a giudizio per un brutale pestaggio di un altro attivista (solo perché non si accetta la fine di una relazione) o con persone che invitano altri a decapitare la testa al sottoscritto, neanche fossimo nello Stato islamico. È ovvio che anche la causa più nobile al mondo perde tutta la sua credibilità se portata avanti da soggetti del genere, che espongono tutto il mondo animalista al ludibrio e a fin troppo facili critiche. Scenderò in piazza con le persone perbene e con quella parte sana dell’animalismo che mi onoro di rappresentare dando voce alla causa animalista e non prestando invece il fianco a polemiche giudiziarie come chi farà chi scende in piazza domenica prossima, anche se capisco che molti purtroppo non sanno e lo fanno per dar voce agli animali. A loro ovviamente il mio massimo rispetto".

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