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Cronaca Rovereto / Corso Bettini

Educa: no alle tecnologie per bambini, sì a scienza e pensiero critico

Si è concluso nel weekend Educa, il festival di pedagogia di Rovereto diventato un appuntamento di riferimento per il settore dell'educazione

Molte delle nuove tecnologie sono inutili per i bambini, e perdipiù dannose: è questo uno dei messaggi lanciati da Educa, il festival di pedagogia andato in scena nel weekend a Rovereto. In particolare nel corso di uno degli incontri più affollati della kermesse, quello con Mario Tozzi, geologo e divulgatore scientifico, è emerso come le nuove tecnologie, tra cui internet e table, inibiscano le relazioni  umane ed impoveriscano quella "capacità animale" ormai residua nell'uomo di saper riconoscere i propri simili attraverso capacità innate, per esempio il senso dell'olfatto. Tozzi ha rivelato di non essere su Facebook (dove l'80% delle foto scambiate riguarda piatti cucinati) e di aver ceduto ad un gruppo WhatsApp solo durante un viaggio scoprendo così che serviva solo a scambiarsi inutilità. Internet non ci aiuta affatto a rendere la vita migliore: “prendete la differenza fra una lettera d'amore e una mail all'innamorata. La differenza sta nel tempo che ti prendi per esprimere il tuo amore”. Un altro apppello tra pedagogia e scienza viene dal filosofo Giulio Giorello, anche lui presente come oratore al festival, un appello alla libertà di ricerca scientifica, partendo dalla scuola. "Tuttora la scienza è sotto attacco e occorre vigilare - ha  detto Giorello - usiamo l'arma della confutazione, servono prove, documenti, per combattere, per esempio, il fenomeno del negazionismo. 

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