Il caso

Oltre 5mila euro per non divulgare le foto intime: 41enne di Trento a processo

La donna è stata chiamata in causa da un 62enne di Ravenna che la accusa di estorsione. La difesa: quei soldi erano un regalo

Si erano conosciuti su Facebook: lui 62enne, della provincia di Ravenna, lei 41enne, nativa di Sandrigo nel vicentino ma residente a Trento. Qualche scambio di commenti, qualche chat, fino a che la situazione ha iniziato a surriscaldarsi un po’, con l’uomo che ha iniziato a mandarle foto intime. Nel gergo si chiama sexting, ed è una pratica tutto sommato diffusa nelle relazioni dell’epoca dei social. Lei, però, avrebbe iniziato a ricattarlo, dicendogli che se non le avesse mandato dei soldi, quelle foto sarebbero finite ai suoi familiari. Nel gergo si chiama sextortion, ed è un reato.

L’uomo, preso alla sprovvista (e probabilmente anche dal panico), ha iniziato a pagare. E nemmeno poco: secondo le ricostruzioni, avrebbe sborsato oltre 5500 euro. Fino a che, nel dicembre 2019, dopo due settimane di continui bonifici e ricariche Postepay, l’uomo ha vuotato il sacco con la moglie, passando quindi a fare denuncia ai carabinieri e cancellandosi dal celebre social network.

La vicenda ora è finita nelle aule di tribunale a Ravenna: per l’accusa si tratta di un ricatto, per la difesa il 62enne sarebbe semplicemente stato molto generoso e quei soldi sarebbero frutto di un regalo. Come finirà questa storia? A metà maggio è attesa la sentenza.

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