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Legge antiomofobia bloccata in consiglio: coppia trentina divorzia per protesta

La legge che prevede norme di contrasto all'omofobia è bloccata da anni in consiglio provinciale, figuriamoci poter parlare di unioni civili. Il matrimonio, come il divorzio, è un diritto e come tale lo dev'essere per tutti. Ne sono convinti Alessandro Giacomni e Marcella Maestranzi che hanno deciso di divorziare

"Un diritto smette di essere tale quando non è per tutti, da diritto diventa privilegio". E loro  per non sentirsi "privilegiati hanno deciso di divorziare. Il presidente dei Laici trentino Alessandro Giacomini e la moglie Marcella Maestranzi hanno deciso di presentare di comune accordo domanda di divorzio. Lo faranno simbolicamente l'ultimo giorno dell'anno, un anno che ha visto il consiglio provinciale bloccato su un disegno di legge, quello che prevede delle norme di contrasto all'omofobia, che di anni ne ha almeno cinque. Figuriamoci poter parlare, magari una volta per tutte, di unioni civili.

Provocazione? Semmai protesta o, "presa di posizione - scrive Giacomini in una lettera alle redazioni dei giornali, e ricorda che "fino agli anni '70 negli Stati Uniti alcuni stati non riconoscevano il matrimonio tra chi aveva una colorazione della pelle diversa. "Moralmente siamo responsabili, siamo complici di questa società che per mere ideologie non consente alle persone, che hanno il cuore uguale al nostro, di sposarsi" conclude Giacomini. 

Nel frattempo si torna a discutere del tema in consiglio provinciale dove è  in agenda la discussione della  mozione proposta dal capogruppo della Lega Maurizio Fugatti per  vietare i libri scolastici che accennano alla cosiddetta teoria gender, mentre siotto le finestre dell'aula ci sarà la protesta di Arcigay e Arcilesbica che leggeranno le pagine dei libri "incriminati", clicca qui...

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