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Depuratori, investimenti per centinaia di milioni di euro

La terza commissione ha approvato il quarto aggiornamento del Piano per la depurazione. La Provincia amplierà il sistema di depurazione biologico a 213 comuni su 217 e a ridurre da 71 a 49 gli impianti con trattamento secondario

Con l’aggiornamento del Piano per la depurazione approvato oggi in terza commissione del Consiglio provinciale, la Provincia punta sia ad estendere il sistema di depurazione biologico a 213 comuni su 217, sia a ridurre da 71 a 49 gli impianti di depurazione con trattamento secondario attraverso la dismissione di impianti minori a favore di aggregazioni maggiormente funzionali. Gli impianti Inhoff diminuiranno così da 147 a 44, mentre il 99% del carico generato sarà trattato con il sistema biologico ad alta efficienza gestito dall’Adep (cioè l'Agenzia per la depurazione). 
 
Dopo i 9 interventi già previsti (121 milioni e 500mila euro, di cui 105 per il solo primo lotto dell’impianto Trento 3), il 4° aggiornamento del Piano comporterà una spesa di 330 milioni e 460mila euro per 36 interventi, di cui 150 milioni di euro per la sola nuova aggregazione Alto Garda-Media Vallagarina. La spesa totale prevista è quindi di 441 milioni e 960mila  euro. Per le 4 priorità individuate dalla Provincia nell’aggiornamento del Piano – vale a dire i collettori di Bleggio, Comano, Fiavè e San Zeno-Banco, i collettori della Val d’Astico oggetto dell’accordo con la Regione Veneto, il nuovo impianto di Trento 3 nonché il nuovo depuratore di Caldes e i collettori delle valli del Noce – la spesa prevista è di 215 milioni e 690mila euro.
 
Sono quattro le nuove aggregazioni (o agglomerazioni) indicate nell’aggiornamento del Piano: realizzazione del nuovo depuratore di Trento 3, con dismissione dei depuratori di Trento Nord e Trento Sud; realizzazione del nuovo depuratore “Bassa Val di Sole Bresimo-Rumo” nel comune di Caldes; realizzazione del nuovo depuratore “Media Vallagarina”, centralizzato in sostituzione degli attuali impianti di Riva Arena, Riva S. Nicolò, Arco, Mori e Rovereto; infine, potenziamento del depuratore di Grigno ribattezzato “Bassa Valsugana e Tesino”, e dismissione degli attuali impianti di Pieve-Cinte e di Castello Tesino.
 
Inoltre, in base ai nuovi orientamenti comunitari, il Piano provinciale di depurazione delle acque viene organizzato non più per comuni ma per "agglomerati". Obiettivo: rendere possibile, nelle aree in cui la popolazione e le attività economiche sono più concentrate, la raccolta e il convogliamento delle acque reflue urbane verso un impianto di trattamento o un punto di scarico finale. La Provincia è attualmente organizzata in 157 agglomerati che il Piano vigente ridurrebbe a 122. Con questo aggiornamento si vuole arrivare a 91.
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