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La coppia sulla parete (da Fb/Soccorso Alpino Veneto)

La coppia sulla parete (da Fb/Soccorso Alpino Veneto)

Coppia di alpinisti recuperata: potrebbe dover pagare un conto salato

Gli scalatori spagnoli potrebbero ricevere una fattura a tre zeri per i diversi interventi dell'elisoccorso

La coppia di alpinisti spagnoli soccorsi lunedì pomeriggio sulle Tre Cime di Lavaredo, dopo che per due volte avevano rifiutato ogni aiuto, potrebbe ricevere un conto molto salato. In Veneto, lo prevede la legge regionale n. 1411 del 20 settembre 2011, che regola le tariffe "per i servizi a carico dell'utente per lo svolgimento dei servizi di soccorso e trasporto sanitario".

Tenendo conto che per recuperare gli scalatori l'elicottero si è levato in volo per ben tre volte - di cui le prime due in vano visto che i due hanno deciso di proseguire in autonomia - gli spagnoli potrebbero ricevere una fattura a tre zeri. Il pagamento previsto dalla legge della regione Veneto sarebbe un contributo alle spese sostenute per i servizi di soccorso.

In particolare, si legge sul dgr, per ogni minuto di volo è previsto un pagamento di circa 72 euro al minuto (103 in caso di intervento notturno). I conti sono particolarmente salati nel caso in cui ad essere soccorse siano persone illese o con attrezzatura inadeguata. I residenti in regione sono tenuti al pagamento del 20% delle tariffe, percentuale che non vale, naturalmente, per la coppia di Barcellona.

La vicenda degli scalatori

Dopo essere rimasti attaccati a una parete rocciosa per tre giorni, rifiutando due volte l'aiuto del soccorso alpino, una coppia di di alpinisti catalani - una 36enne e un 45enne - è stata recuperata dal soccorso alpino nel pomeriggio di lunedì. La madre di uno dei due, che attendeva entrambi al rifugio Auronzo, non vedendoli rientrare si era sentita male per l'agitazione e aveva sollecitato il secondo intervento dei soccorritori. Nonostante le avverse condizioni meteo, però, la coppia aveva rifiutato ogni aiuto per due volte. A causare i rifiuti, sembrerebbe essere stata la convinzione di essere ormai vicinissimi alla vetta: in realtà però mancavano ancora circa 80 metri, un paio di tiri, relativamente impegnativi.

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