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Anche Panizza interroga il Ministero sui controlli in vendemmia

Il senatore del Patt chiede che vengano intensificati i controlli sulle aziende più grandi: in quelle piccole sarebbe normale chiedere un favore ad amici e parenti "in cambio di una bottiglia di vino". Il caso di Besagno arriva a Roma

Il dibattito sui controlli dell'Inps nelle campagne trentine (precisamente a Besagno, piccola località nel comune di mori, Vallagarina, a prevalente vocazione vitivinicola) arriva a Roma, sul tavolo del Ministero. Dopo l'interrogazione del senatore leghista Sergio Divina anche il suo collega Franco Panizza, del Patt, ha inoltrato al Ministero del Lavoro un documento in cui chiede delucidazioni sui controlli operati dall'Istituto previdenziale, che vigila sulla corretta applicazione della legge vigente. "Una regolamentazione alquanto lacunosa" secondo Panzzia "così che la materia viene in buona parte regolamentata con decreto, l’altra parte viene, invece, integrata nei contratti collettivi nazionali di lavoro".

Del resto si sa, afferma il senatore, che "in Trentino è prassi consolidata regolarizzare tutti i lavoratori: i dati forniti dal Servizio Lavoro della Provincia e dalla Questura sono assolutamente tranquillizzanti; le procedure si sono peraltro notevolmente semplificate da una parte con l’ingresso nell’UE da parte di alcuni stati dell’est-Europa, dall’altra con la provvidenziale introduzione dei vouchers".

Allora perchè sollecitare il Ministero sulla questione? Lo stesso Panizza, riferendosi a sè stesso come "l'interrogante", trattandosi appunto di un'interrogazione, precisa che l'episodio di Besagno è stato vissuto in malo modo dai contadini locali: "la notizia è rimbalzata da agricoltore ad agricoltore, facendo montare la rabbia nella frazione di Mori, che ha vissuto la presenza dei funzionari come una persecuzione. L’istituto di previdenza voleva verificare la forza lavoro impiegata sotto le pergole: a Besagno, come in molte altre realtà trentine, quando è il momento della raccolta i contadini chiamano famigliari, parenti, vicini di casa e amici per dare man forte alla vendemmia e vivere così utentici momenti di festa e di aiuto solidale". 

La legge permette infatti, e ci mancherebbe, la prestazione gratuita e perfino quella retribuita nel caso gli impiegati siano familiari di primo grado. Sospetti sono, come sempre, i casi degli amici, per i quali il senatore spezza una lancia: "ll favore viene restituito al bisogno, magari con qualche bottiglia di vino o con altri prodotti aziendali". Una dimensione "amicale" se confrontata invece con quella di aziende ben più grandi, sulle quali Panizza chiede che siano concentrati i controlli per accertare che siano realmente in regola. 

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