Cles, un incendio gli distrugge la pizzeria ma il risarcimento è atteso da quasi un anno: imprenditore costretto a chiudere

L’amara vicenda di un giovane pizzaiolo di Cles che, nonostante il danno sia stato concordato già da tempo con l'assicurazione, da dicembre ha ricevuto solo un acconto 

La sera dell'incendio

È stato costretto a chiudere l'attività Andrea Pagano, il giovane pizzaiolo e titolare del locale di Cles distrutto dalle fiamme di un incendio scoppiato nella serata del 18 dicembre 2019. Il motivo? Un infelice connubio tra Covid e ritardi nella liquidazione totale da parte dell'assicurazione. La segnalazione è arrivata da Studio3A-Valore Spa, la società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini.

Pagano è un imprenditore di 28 anni di origine siciliana ma trapiantato da tempo in Trentino, a Cles, che si era affermato con la sua «PizzaP 2.0» in piazza Marconi, al piano terra di una palazzina a tre piani. Aveva aperto una pizzeria da asporto “giovane”, dinamica e innovativa nelle proposte culinarie e che in cinque anni gli è valsa anche importanti riconoscimenti, tra i quali la nomina da parte di Trentino Marketing tra i quaranta talenti che meglio rappresentano la provincia di Trento nel mondo.

La sua brillante carriera si è interrotta bruscamente quando, la sera del 18 dicembre, intorno alle 22, dopo poco dalla chiusura, è scoppiato un incendio accidentale nel suo locale. Lui e i suoi collaboratori avevano avuto cura di spegnere le luci, il forno a gas e anche una prolunga multi-presa a servizio dei piccoli elettrodomestici della cucina. Il ristoratore, avvisato da un’amica della moglie che le vetrate della pizzeria sono andate in frantumi, è tornato di corsa nel suo locale, che però ormai era invaso dal fumo e non gli restava che attendere l’arrivo dei vigili del fuoco. 

L'incendio sarebbe partito dal locale utilizzato come spogliatoio, dove erano collocati i quadri elettrici. I pompieri sono riusciti a domare il rogo, ma i danni che ne sono conseguiti sono pesantissimi, per decine e decine di migliaia di euro. Oltre allo stanzino da cui sono partite le fiamme, l’incendio ha devastato anche i vicini servizi igienici e fatto crollare i contro-soffitti; il fuoco ha pesantemente danneggiato il laboratorio e svariate attrezzature, ha irrimediabilmente rovinato le merci, fatto esplodere le vetrate e il resto l’hanno fatto il fumo, la fuliggine, gli schiumogeni e l’acqua utilizzati per spegnere tutto. Insomma, un disastro totale.

I vigili del fuoco, come comunicato anche ai carabinieri di Cles, a loro volta subito accorsi, non avrebbero riscontrato fughe di gas, il forno non avrebbe evidenziato danni da incendio né da esplosione e, pur essendosi ingenerate le fiamme poco dopo la chiusura, non sarebbe stata rinvenuta alcuna possibile fonte di innesco né presenza di acceleranti. Nessun indizio di matrice dolosa e l’esplosione delle vetrine sarebbe legata esclusivamente alla sovra-pressione all’interno dell’esercizio dovuta all’espansione dei prodotti di combustione. Di più, i pompieri avrebbero accertato che il rogo si sarebbe propagato da uno dei quadri, dunque per cause elettriche. Al punto che la Procura non avrebbe aperto alcuna inchiesta.

Fortunatamente Pagano si era preventivamente tutelato, come molti aveva stipulato un'assicurazione che potesse coprire certi danni, ma a quasi un anno dal fatto ha percepito solo un acconto dell’indennizzo, il cui ammontare, peraltro, è stato già concordato da tempo con i periti della compagnia assicurativa. Il ristoratore, per essere seguito nell’iter risarcitorio, attraverso l’area manager Riccardo Vizzi, si è affidato a Studio3A, che ha aperto subito il sinistro all’assicurazione con la quale era stata stipulata la polizza e avrebbe cercato di velocizzare il più possibile le pratiche per indennizzare il proprio assistito e consentirgli di ripartire il prima possibile: il locale, infatti, non può riaprire prima di aver effettuato tutti gli interventi necessari.

Studio3A, dopo aver verificato che la polizza fosse stata regolarmente attivata e pagata, ha portato avanti la stima dei danni e dei costi degli interventi di bonifica e ripristino, interfacciandosi con i periti della compagnia, ha effettuato più sopralluoghi congiunti e alla fine, nel contraddittorio, è riuscita a concordare anche l’entità della somma da liquidare, che è diventata sempre più indispensabile per il danneggiato. Nel frattempo, si è aggiunto un altro difficile ostacolo: la pandemia da Covid-19. Nonostante il danno sia stato concordato ormai da tempo, a Pagano è stato pagato solo un acconto di quanto ha legittimamente diritto: lui, nel frattempo, a giugno, ha gettato la spugna, almeno per ora. Sarebbero risultati inutili i ripetuti solleciti inviati da Studio3A all’assicurazione: la compagnia continuerebbe a non onorare gli impegni e senza queste risorse il pizzaiolo non può progettare una ripartenza.

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