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Kompatscher: il cognome che Bruno Vespa non riesce a pronunciare

I "privilegi" delle province autonome sono finiti in una puntata di Porta a Porta dedicata ai costi della politica. In collegamento da Bolzano Arno Kompatscher ha provat a spiegare il concetto di residuo fiscale e quali spese siano in carico al governo locale, ma Bruno Vespa ironizza: "pagate la benzina ai carabinieri, sarebbe un bel gesto"

"Questa è una trasmissione in cui non amiamo il populismo, non so se lei la conosce..." con queste parole Bruno Vespa si è rivolto al neo-governatore dell'Alto Adige Arno Kompatscher ospite di una puntata di "Porta a porta" dedicata ai costi della politica nella quale sono finiti sotto accusa anche i "privilegi" delle regioni a statuto speciale, comprese le province autonome di Trento e Bolzano. Un dibattito iniziato male già quando Vespa ha chiesto a Kompatscher di presentarsi perchè "il suo cognome è troppo complesso, non riesco a pronunciarlo, se me lo dice lei le prometto che poi lo ripeterò" (sic). Nonostante le rassicurazioni del conduttore, "niente populismo", basta dare un'occhiata al servizio mandato in onda (clicca qui) per rendersi conto della situazione in cui Kompatscher si è trovato a dover difendere le ragioni dell'autonomia. L'intervistatore mandato a Ponte Gardena ha raccolto i pensieri di qualche anziano del paese che ha spiegato le ragioni dell'autonomia con toni abbastanza coloriti: "Qui si lavora e a Napoli no" e così via.

Un attacco neanche troppo velato che ha tirato in ballo i contributi per le badanti alle persone non autosufficienti, le case popolari, i libri di scuola rimborsati, come privilegi, con Kompatscher che ha provato a spiegare il concetto di residuo fiscale, ovvero il saldo, positivo per 1,4 miliardi, tra spesa pubblica complessiva e gettito fiscale: "Lo stato ci guadagna, e voi invece state lanciando il messaggio che noi abbiamo fatto queste cose a spese delle altre regioni, non è vero". "Ci sono allora italiani di serie a e di serie b?" questa la domanda retorica di Vespa che più volte ha insistito sulle spese che restano comunque a carico dello stato anche nelle due province: "è un'altra Italia, devo farvi i complimenti, però si metta nei panni degli altri italiani: voi che siete più ricchi non ritenete di potervi fare carico di qualche spesa, non potete rinunciare ai contributi per la tata e pagare la benzina ai carabinieri? Sarebbe un bel gesto di solidarietà". 

Con i nove decimi delle tasse, che restano al governo locale, nelle province autonome ci si paga scuola, sanità e servizi sociali, ha spiegato Kompatscher, che di fronte all'ironia incalzante di Vespa ha infine utilizzato l'argomento "federalista", l'ipotesi secondo la quale, se tutte le regioni funzionassero come il Trentino Alto Adige i costi sarebbero minori dappertutto: "Credo che anche le altre regioni dovrebbero avere un margine maggiore di autogoverno" ha detto Kompatscher. "Se anche solo il Veneto si tenesse i nove decimi delle tasse l'Italia fallirebbe domani" è stata la risposta di De Robertis del Quotidiano Nazionale, ospite in studio. Viene da chiedersi di chi è la colpa dunque. Ma questa è una domanda alla quale i tempi volutamente stretti della trasmissione non permettono di dare una risposta. La fine del collegamento con Kompatscher la dice lunga però: Vespa lo congeda senza nemmeno salutarlo e senza aver pronunciato nemmeno una volta quel cognome tanto "complesso". 

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