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Accordo tra Trentino e Lombardia per l'acqua del lago d'Idro: basta indenizzi, in cambio ciclabile e strade

Accordo tra la Provincia di Trento e la Regione Lombardia per lo sfruttamento delle acqque del Chiese: il livello del lago non potrà scendere oltre 1,3 metri

Accordo storico tra Trentino e Lombardia per lo sfruttamento delle acque del bacino del Chhiese e del Lago  d'Ibro, puntualmente oggetto di contesa da parte della provincia di Brescia. Il nuovo accordo, siglato questa mattina a Trento, prevede un dislivello massimo del lago di 1,30 metri ovvero quanto concordato nel 2002.

Sembrerebbe un accordo nel nome della sostenibilità del lago, e dellagricoltuura lombarda, ma c'è chi non si rassegna: "Sperando che il riferimento non sia ai livelli che uscirebbero dall'attuazione dell'accordo di programma del 2008, che significherebbero 3,25 metri di dislivello, precisiamo che questa presa di posizione della PAT esce dall'approvazione di un ordine del giorno del M5S - commenta il consigliere De Gasperi, firmatario di ben tre interrogazioni sull'argomento - Sospettiamo però che si stia cercando di giocare con le parole per far credere si voglia difendere il livello attuale del lago quando invece si stanno spalancando le porte all'aumento dell'escursione consentita, come del resto preteso dalla Lombardia".

A suggellare l'accordo ci sono anche delle opere concordate da Trentio e Lombardia, e realizzate con i Fondi per i Comuni confinanti, stanziati dalla Provincia di Trento:  un percorso ciclopedonale attorno al lago del costo  di 10 milioni di euro, da ultimare entro il 2023; la  famosa galleria della Valvestino, a senso unico alternato, da 32,4 milioni di euro (di cui 6 messi direttamente dal Trentino e 4 dalla Lombardia) interamente progettata e realizzata dalla Provincia di Trento; opere di minor impegno come la sistemazione della strada comunale Bagolino-Passo Maniva (3,8  milioni di euro), la bretella  di Bagolino (1,6), il lungolago della Rocca di Anfo (1,5) ed un nuovo ingresso viario al paese di Idro, di cui non è specificato l'importo. In cambio non saranno più elargiti indennizzi per la mancanza di disponibilità idrica  in Lombardia, a causa dello sfruttamento nelle dighe trentine. 

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