Domenica, 17 Ottobre 2021
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Classificazioni, zone gialla e bianca: cosa cambia

L'Italia cambia colore in maniera graduale. Per metà mese sarà in zona bianca il 70% degli italiani. Quali sono le regole della zona bianca e cosa cambia per i ristoranti

Giugno è alle porte, in questo mese quasi il 70% degli italiani vedrà la propria regione, o provincia autonoma, passare in zona bianca. Il bollettino nazionale sull'andamento del contagio da coronavirus registra un calo significativo nei morti. Da lunedì 31 maggio 2021, Sardegna, Molise e Friuli Venezia-Giulia entrano nell'area a minori restrizioni. Queste tre sono le uniche regioni a rientrare nei parametri previsti, ovvero l'incidenza settimanale al di sotto dei 50 casi ogni centomila abitanti, il rischio basso certificato dal report dell'Istituto Superiore di Sanità e tassi di occupazione delle terapie intensive ai minimi per tre settimane consecutive. 


Zona bianca e zona gialla: come cambiano le regole per i ristoranti

Come riporta Today, secondo il monitoraggio di venerdì scorso la Sardegna ha un'incidenza settimanale di 13 casi per centomila (e il 13% di terapie intensive occupate, ben sotto la soglia di rischio del 30%), il Molise di 12 casi (e il 10% di terapie intensive), il Friuli di 17 (e appena il 5% di terapie intensive). Il monitoraggio ha certificato questa incidenza: Liguria (27,5), Umbria (28,2), Veneto (29,7), Abruzzo (34,6), Emilia Romagna e Provincia di Trento (45,1), Lombardia (45,3), Lazio (46,2), Piemonte (48,5), Puglia (49,3). L'incidenza è invece ancora superiore a 50 in Sicilia (53,1), Marche (54,8), Toscana (58,7), Provincia autonoma di Bolzano (59), Calabria (60,8), Basilicata (61,5), Campania (65,2), Valle D'Aosta (78,4).

E quindi secondo questi calcoli - e se i numeri dell'epidemia si mantengono a questi livelli - Abruzzo, Liguria, Veneto e Umbria che da due settimane sono scese sotto quota 50 come incidenza, dovrebbero andare in zona bianca a partire dal 7 giugno. A seguire, il 14 giugno, sarà la volta di Lombardia, Piemonte, Lazio, Emilia-Romagna, provincia autonoma di Trento e Puglia. 

Il ministero della Salute Roberto Speranza punta a far ripartire tracciamento e sequenziamento dei nuovi casi: «Sarà probabilmente necessario un terzo richiamo per tutti ma inevitabilmente lo faremo negli studi di medicina generale, come per l’influenza. Gli hub vaccinali verranno dismessi e i 40.000 medici di base saranno la colonna portante". Intanto da oggi tornano le prime zone bianche mentre il resto del Paese in giallo saluta da domani la riapertura di bar e ristoranti anche al coperto e del pubblico sugli spalti degli impianti sportivi. Per tutta la settimana il coprifuoco resterà alle 23 ma da lunedì prossimo, quando altre quattro regioni passeranno in bianco, passerà a mezzanotte. 


Cosa cambia da zona gialla a zona bianca? 

Da lunedì, per le 3 regioni che passano in zona bianca finisce il coprifuoco. Questo significa che bar, ristoranti, pub, gelaterie e locali pubblici in genere potranno rimanere aperti senza limiti di orario e le persone potranno girare anche di notte tenendo sempre presente che restano vietati gli assembramenti e c'è l'obbligo di indossare la mascherina sia all'aperto sia al chiuso. Le discoteche per ora restano chiuse, o meglio: possono aprire ma soltanto per sfruttare la licenza dei bar e dei ristoranti. Nel resto d'Italia in zona gialla invece il coprifuoco scatta alle 23: da lunedì 7 slitterà di un'ora a mezzanotte mentre la fine è prevista per il 21 giugno. 

In zona bianca poi riaprono tutti i bar e i ristoranti sia all'aperto sia al chiuso. Si tratta in realtà di un anticipo di sole 24 ore rispetto al resto del paese, dove le stesse regole varranno dal primo giugno. Si potrà pranzare o cenare al coperto così come al chiuso e prendere un caffè al balcone del bar. Per i gestori c'è ancora l'obbligo di tenere il registro dei clienti per 14 giorni. Nella zona gialla queste regole varranno da domani quando si aggiungerà anche la norma sulle persone a tavola: da 4 diventano 6. 

 Per quanto riguarda i matrimoni, dal 31 maggio, nelle regioni in zona bianca si potrà festeggiare con banchetti e ricevimenti senza numero limitato di invitati. Tutti i partecipanti però, come previsto dal Dpcm in vigore fino al 31 luglio, dagli sposi agli invitati dovranno avere il green pass, dunque la certificazione relativa al vaccino (prima o seconda dose), all’avvenuta guarigione o un tampone negativo. Nel resto d’Italia chi ha già programmato le nozze dovrà orientarsi in una mappa delle regioni che cambierà continuamente. Nelle zone gialle, infatti, i ricevimenti per cerimonie religiose o civili sono consentiti solo a partire dal 15 giugno, con le limitazioni previste dalle nuove linee guida. 


Nelle zone gialle poi non riaprono le piscine al chiuso, i centri benessere e le terme. La data giusta in questo caso è il primo luglio, ma potrebbe rimanere solo sulla carta visto che già il 21 giugno l’Italia potrebbe essere interamente in bianco. E in questo caso anche questi impianti potrebbero riaprire. In Sardegna, Friuli e Molise invece riaprono subito anche le piscine al chiuso, i centri natatori, le piscine termali e i centri benessere. Ma le docce sono ancora vietate, come da linee guida del dipartimento dello Sport, sia nelle palestre sia nelle piscine intese come impianti sportivi mentre sono consentite (e anzi richieste persino con il sapone) nelle piscine termali e nei centri benessere. In zona bianca ripartenza immediata anche per i parchi a tema, i centri termali, le sale gioco, bingo e casinò.

Le nuove regole nei ristoranti

Con giugno entrano in vigore nel resto d'Italia le nuove regole nei ristoranti. La Stampa racconta che i ristoratori dovranno definire il numero massimo di presenze contemporanee (all’aperto e, soprattutto, al chiuso), in base ai volumi di spazio e ai ricambi d’aria. Viene raccomandato di rendere disponibili prodotti per l’igienizzazione delle mani. Oltre ai menu plastificati o consultabili online. Le altre regole: non c'è più un'indicazione di massima per le persone che possono sedersi a un tavolo. Ma le tavolate devono avere un metro di separazione come minimo, estendibile a due con scenari epidemiologici di rischio. Si può ridurre al distanza solo con le barriere fisiche di separazione. 


Quando non si è al tavolo è necessario indossare la mascherina, così come quando si va al bagno o si paga il conto. Il buffet è previsto con somministrazione da parte di personale incaricato e i clienti non devono poter toccare il cibo esposto. La modalità self-service si può utilizzare solo con i buffet monodose. Si potrà prendere di nuovo il caffè al bancone dei bar, ma facendo entrare un numero limitato di clienti per volta (in base alle dimensioni del locale) e garantendo almeno 1 metro di distanza tra loro, a meno che non siano conviventi.

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