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Martedì, 18 Giugno 2024
Il dato

La metà dei trentini è contro l'uccisione degli orsi JJ4 e MJ5

"Una ragione in più oltre a quelle etiche e scientifiche della quale deve tener conto la politica locale" commenta Simone Stefani, responsabile Lav Trentino e vicepresidente nazionale

La metà dei trentini è contro l’uccisione degli orsi JJ4 e MJ5, condannati a morte dalla Provincia di Trento. Il dato riguarda sia gli abitanti del capoluogo (57%) sia coloro che abitano nelle vallate e nei piccoli centri (47%).  Lo dice un sondaggio di Doxa, che ha condotto 500 interviste su un campione rappresentativo di residenti a Trento (22%) e provincia (78%), con uomini e donne di età 18 anni e oltre fra l’11 e il 17 maggio 2023. A rendere noto il dato è la Lega antivivisezione (Lav), che per stasera, in centro a Trento, ha organizzato una fiaccolata dalle 19 alle 22.

“Una ragione in più oltre a quelle etiche e scientifiche della quale deve tener conto la politica locale anche per le prossime scelte sul futuro della presenza degli orsi nella nostra provincia, tanto più alla vigilia della decisione collegiale del Tar sui due plantigradi, che sarà resa nota a seguito dell’udienza del Tribunale amministrativo prevista per domani - commenta Simone Stefani, responsabile Lav Trentino e vicepresidente nazionale dell’associazione animalista -. Inoltre consideriamo che il 53% dei trentini ritiene che la Provincia, dopo aver riportato gli orsi sul territorio, si è impegnata “poco o per nulla” per fornire ai cittadini tutte le informazioni necessarie a prevenire gli incontri e come comportarsi con gli orsi, percentuale che fuori Trento città arriva al 55%, a dimostrazione che queste gravi mancanze delle Giunte che governano da più di vent’anni la nostra provincia non sono solo nel giudizio di “cittadini e animalisti da salotto”, come detto in maniera demagogica da Fugatti, e riguardo quindi alla possibilità di evitare la tragedia di Andrea Papi c’è chi a Piazza Dante e a Via Vannetti, sedi politiche e tecniche della Provincia, dovrebbe farsi un esame di coscienza”.

Le due relazioni depositate al Tar

La Lav ha anche depositato al Tar, che domani deciderà le sorti di JJ4, nei due giudizi le relazioni dei propri consulenti esperti tecnico scientifici di riconosciuto livello nazionale e internazionale, quali il dottor Rosario Fico, medico veterinario vicepresidente della Società Italiana di Scienze Forensi Veterinarie e già responsabile del Centro di referenza nazionale del Ministero della Salute, e il dottor Renato Semenzato, biologo docente a Master Universitari di I e II livello, Consulente di progetti Life sui grandi carnivori.

Le relazioni mettono in luce alcune lacune sui rilievi effettuati a seguito dei fatti avvenuti il 5 aprile e che hanno visto coinvolta l’orsa JJ4 a difesa dei suoi cuccioli, come anche quelli che riguardano l’incidente avvenuto il 5 marzo in Val di Rabbi con il coinvolgimento dell’orso MJ5. In particolare, risulta che tutte le relazioni su quest’ultimo incidente, che hanno portato a definire “pericoloso” il plantigrado, si fondano su una interpretazione dell’accaduto effettuata senza l’analisi critica di tutti gli elementi a disposizione.

Mancano infatti attività di indagine di medicina forense veterinaria che possano ad esempio confermare che, in particolare nel caso di MJ5, le ferite siano realmente riconducibili a un orso e non piuttosto, anche considerata la lieve prognosi di 15 giorni assegnata alla persona coinvolta, alla caduta avvenuta a seguito dell’incontro ravvicinato, elemento che può portare a escludere totalmente la categoria di orso problematico assegnata a MJ5 che in tanti anni non aveva mai avuto comportamenti del genere.

Nel caso dell’orsa JJ4 si sottolinea come, nonostante quanto scritto dallo stesso Ispra, che ha fatto valutazioni senza riscontri diretti in loco, l’animale di fatto non abbia mai avuto comportamenti anomali o da orso “pericoloso”, alla luce degli elementi raccolti, ma si sia semplicemente comportata come una mamma con cuccioli si comporta in caso di incontro ravvicinato a protezione degli stessi. Anche l’ultimo e tragico incidente non vede responsabilità dirette né nel povero ragazzo né nell’orsa JJ4, ma piuttosto una responsabilità gestionale legata a mancate misure preventive quali la sterilizzazione dell’individuo, suggerita dall’ISPRA e non attuata, così come la radiocollarazione dell’animale, e una mancata comunicazione e informazione sulla presenza dell’orsa con piccoli in quell’area. 

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