Scuola, l'8 giugno sciopero dei sindacati: Uil: "Così non si può ripartire"

L'astensione è indetta da Cgil, Cisl, Uil, Delsa, Gilda e Satos

Anche in Trentino, come nel resto d'Italia, insegnanti e personale scolastico sciopereranno lunedì 8 giugno, giorno che per gli studenti dovrebbe essere l'ultimo e che nella Provincia segna invece la riapertura di asili nido e scuole materne.

Ad indire la mobilitazione le sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil, Delsa, Gilda e Satos. Lunedì dalle 10:30, nel rispetto delle norme anti Covid-19, si svolgerà anche una manifestazione con una presenza in piazza Dante e davanti al commissariato del governo. "Il nostro è uno sciopero per la scuola - ha precisato Cinzia Mazzacca, responsabile del comparto scuola per la Cgil - per chiedere risorse, investimenti e concretezza. Non bisogna solo ripartire ma occorre riprogettare la scuola".

"A Roma, così come a Trento, ci si è mossi male - ha affermato Stefania Galli della Cisl -. Sono mancate anche da noi buone scelte, su tutti i fronti: il personale ausiliario, così come il personale docente, ha lavorato sotto stress, in condizioni pessime. Questo sciopero vuole essere un richiamo". Pietro Di Fiore, della Uil scuola, ha invece messo in luce che "sono state date risorse a tutti: industria, ristoranti, turismo. Però per la scuola non si ritiene necessario investire. Anche sul precariato si è deciso di non decidere nulla. I ragazzi hanno diritto a una scuola in presenza, ma con tutte le risorse necessarie".

Marcella Tomasi, della Uil, ha poi sottolineato come la ripartenza dei servizi per l'infanzia sia  manchi di condivisione: "Nessuno ha dato un'idea di prospettiva e la data dell'8 giugno è stata scelta in modo unilaterale dalla Giunta provinciale. Quello che è certo è che non ci sono risorse per affrontare una scuola che inevitabilmente sarà diversa. Ad oggi riteniamo che non si possa ripartire in questo modo". Assoluta contrarietà, infine, è stata espressa da tutti i sindacati sia sull'idea di ripartire a settembre con le barriere in plexiglas, sia sulla questione delle mascherine, tema sul quale - denunciano i sindacati - c'è ancora poca chiarezza.

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