Lavori di restauro per i "Tre portoni": ecco la storia dell'antico accesso alle Albere

Un portone rinascimentale che oggi sembra fuori dal suo contesto, ma è sempre stato lì. Ecco la sua storia

foto di Maurizio Rossi

Progetto di restauro dei “Tre portoni”, l'antico portale di accesso al Palazzo delle Albere su quella che oggi è via Santa Croce. L'intervento, spiega il Comune, mira a ripristinare le condizioni di conservazione del portale posto con una metodologia che si differenzierà in base alla tipologia di degrado da affrontare. Obiettivo importante anche al fine di valorizzare il punto di intersezione tra via Madruzzo e via Santa Croce, tenendo conto della grande importanza storica di quel percorso, resa attuale dalla presenza del sottopasso alla ferrovia che consente di raggiungere il Muse, il palazzo delle Albere e l'omonimo quartiere.

Tre portoni: ecco la storia dell'antico portale

"L'alto livello di deterioramento del monumento - spiega una nota - richiede una scelta attenta della metodologia e dei prodotti da utilizzare. In particolare la crescita di piccola vegetazione sul lato di via Madruzzo fa presupporre che ci siano zone di vulnerabilità nelle malte tra le pietre. Perciò saranno pulite le superfici di pietra, sarà rimossa la vegetazione infestante e saranno riempiti, dove necessario, i giunti di malta. Dopodiché si dovranno valutare gli interventi necessari per consolidare la pietra e la tipologia specifica di protettivo finale da stendere sulle superfici".

I lavori saranno finanziati con 20mila euro attingendo al Fondo Art Bonus, aperto dal Comune per raccogliere le donazioni di privati, detraibili, da destinare proprio a progetti di conservazione e valorizzazione di monumenti e beni culturali in genere.

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Il manufatto dei tre portoni è un bene di proprietà comunale tutelato in quanto tale ai sensi del Codice dei Beni culturali e del paesaggio. Al tempo della sua realizzazione indicava l'accesso monumentale a palazzo delle Albere, residenza suburbana dei Madruzzo, principi vescovi di Trento, che si raggiungeva percorrendo l'antico viale costeggiato da pioppi, da cui il nome "Albere". La realizzazione del portale è collocabile intorno al 1550 su commissione di Cristoforo Madruzzo, prima dell'inizio del Concilio di Trento.
 

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