Lunedì, 18 Ottobre 2021
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Referendum sul biodistretto, sindacati ottimisti nonostante il flop dell'affluenza alle urne

Dopo il mancato raggiungimento del quorum, Cgil, Cisl e Uil parlano di "strada tracciata verso un'agricoltura più sostenibile"

Il referendum sul biodistretto è stato un mezzo flop: affluenza al 15,58% e di conseguenza voto non valido (il quorum richiesto era del 40%). In tutto, meno di 70mila gli aventi diritto che si sono recati alle urne nella giornata di domenica 26 settembre. Nonostante l'esito della consultazione, Cgil, Cisl e Uil del Trentino (che avevano da sempre appoggiato convintamente le ragioni del sì) vedono il bicchiere mezzo pieno e parlano di "strada tracciata verso un'agricoltura più sostenibile".

"Il referendum, a prescindere dall’esito, segna un punto di non ritorno per il Trentino: si è aperto un dibattito importante sul futuro dell’agricoltura locale. Un futuro che non potrà prescindere dal puntare verso sistemi produttivi sostenibili. Ce lo impone il cambiamento climatico in corso, ma anche la necessità di mettere al centro la tutela della salute della nostra comunità e di preservare un ambiente naturale fragile e prezioso come il nostro" è il commento dei segretari provinciali. "Si è rimasti lontani dal raggiungimento del quorum, peraltro fissato su percentuali elevate, ma si è avviato un processo democratico importante" proseguono Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti. "Adesso la sfida è ampliare ancora il coinvolgimento dei cittadini, del mondo agricolo e delle istituzioni su tematiche che riguardano tutti noi".

Anche per questa ragione i sindacati invitano la Provincia a prendete atto del dibattito che si è creato sul tema dell’agricoltura sostenibile e di valorizzarne i contenuti sostenendo il cambiamento verso sistemi di produzione biologici, inserendo questa tra le priorità del piano 2030. "Serve maggiore coraggio nelle politiche che indirizzano e sostengono l’agricoltura trentina per favorire una svolta che riduca l’impatto dell’inquinamento e qualifichi l’offerta agricola locale e con essa il mondo del lavoro e l’offerta turistica. Serve anche sostegno per una svolta culturale che riguardi i produttori e i consumatori" concludono le sigle.

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