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Una preghiera per Deborah in tutte le chiese e un posto vuoto per le vittime di femminicidio

Domenica 28 febbraio l'Arcidiocesi invita tutti i parroci a leggere un testo per attirare l'attenzione dei fedeli su un fenomeno che torna ad interrogare le coscienze, anche in Trentino

In tutte le chiese del Tretino domenica 28 febbraio ci sarà un "posto vuoto". Ed è proprio il vuoto la sensazione che lascia nella comunità di Cortesano, ed in tutta la comunità trentina, la morte violenta di Deborah Saltori, vittima di femminicidio. L'Arcidiocesi di Trento rilancia il gesto ormai convenzionalmente adottato in questi casi dalle amministrazioni pubbliche, per ricordare la 42enne di Cortesano uccisa dall'ex marito e tutte le vittime di femminicidio.

L'iniziativa, tra l'altro, è nata proprio nelle chiese, ma nel mondo protestante. "Un posto vuoto per le donne vittime di violenza è un’iniziativa nata negli anni scorsi per volontà di alcune Chiese protestanti in Italia e altrove, diffusa poi in vari ambienti come teatri, sale di rappresentanza, di incontro, oltre appunto a tanti luoghi di culto. Quanto sia urgente tenere alta l’attenzione, denunciare i soprusi e diffondere una cultura di non-violenza è sotto gli occhi di tutti", commenta don Cristiano Bettega, delegato dell’Area Testimonianza e Impegno Sociale della Diocesi di Trento.

Preghiera per Deborah

L'Arcidiocesi ha anche inviato a tutte le parrocchie un testo, invitando i sacerdoti a leggerlo durante l'omelia di domenica prossima. Eccolo:

“Deborah è l’ennesima vittima di femminicidio in Italia e, ancora una volta, a casa nostra. La affidiamo a te, Signore della Vita; e insieme a lei ti affidiamo i suoi figli, i suoi familiari e gli amici, ma anche i familiari e gli amici dell’uomo che ha alzato così violentemente la mano contro di lei e lo stesso assassino: anche loro li vogliamo affidare a te. La tua misericordia, Signore, possa raggiungere tutti coloro che sono particolarmente coinvolti in questo dramma. Ma ti chiediamo anche, Signore, di aiutare ciascuna e ciascuno di noi a diffondere solo sentimenti di dialogo, di rispetto, di attenzione verso tutte le donne e tutti gli uomini che incontriamo”.

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