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Monitoraggio Gimbe, Trentino ancora oltre soglia le terapie intensive e sotto la media nazionale delle vaccinazioni

L'andamento del contagio, secondo questo monitoraggio, è in calo. Alcuni dati mostrano ancora situazioni "critiche" negli ospedali. Prosegue la campagna vaccinale, in alcune regioni meno velocemente

È arrivato un nuovo bollettino Gimbe, sull'andamento del contagio da coronavirus in riferimento alla settimana tra ul 14 e il 20 aprile. Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE, a livello nazionale, rileva una diminuzione di nuovi casi (90.030 vs 106.326) e decessi (2.545 vs 3.083). In calo anche i casi attualmente positivi (482.715 vs 519.220), le persone in isolamento domiciliare (456.309 vs 488.742), i ricoveri con sintomi (23.255 vs 26.952) e le terapie intensive (3.151 vs 3.526).

«La circolazione del virus nel nostro Paese» dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE «rimane ancora sostenuta. Con la progressiva riduzione dei nuovi casi settimanali, i casi attualmente positivi, raggiunto il picco della terza ondata il 5 aprile (n. 570.096), sono scesi a 482 mila, numero molto elevato e sottostimato dall’insufficiente attività di testing & tracing».

Tabella 14-20 aprile-2

Il dato che rimane oltre la "soglia critica", in Trentino, riguarda le terapie intensive, che superano il parametro stabilito del 30%.

Terapie intensive, monitoraggio GIMBE 14-20 aprile 

Vaccini

Sul fronte vaccini, invece, al mattino del 21 aprile in Trentino risultava vaccinata il 7,5% della popolazione con entrambe le dosi, l'11,2 % aveva ricevuto solo la prima. Un dato, quest'ultimo, che porta sotto la media nazionale la Provincia autonoma. Nel dettaglio, il 62,1% degli over80 che ha ricevuto entrambe le dosi, il 24,6% solo la prima. Nella fascia tra i 70 e i 79 ani solo il 6, 1% ha ricevuto la copertura completa, mentre la prima dose è stata sdomministrata al 50,5% degli appartenenti alla categoria. Molto basse le percentuali di copertura per la fascia tra i 60 e i 60%: il 5,4% ha ricevuto la prima dose, solo lo 0,9% ha completato l'iter.

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