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Braccianti stranieri al lavoro ma "isolati". I sindacati: "Tamponi a tutti a spese delle aziende"

La Provincia ha scritto al Ministero chiedendo la possibilità di una "quarantena attiva" ma i sindacati denunciano: "Grave che l'assessore si pieghi alle richieste delle associazioni datoriali"

No ai voucher, sì ai tamponi a tutti i lavoratori che arrivano dall'estero. Cgil, Cisl e Uil ribadiscono pena contrarietà alla richiesta inviata dalla Giunta provinciale al Ministero del Lavoro, che chiede di poter far lavorare da subito, in una sorta di "quarantena attiva", i braccianti attesi in Trentino dalla Romania e dalla Bulgaria. Per chi arriva da questi due Paesi, infatti, ad oggi è previsto un isolamento di 14 giorni.

"Sulla salute dei lavoratori non si può arretrare di un passo", scrivono i segretari delle tre sigle sindacali, che chiedono di replicare il "modello" utilizzato in Alto Adige: tamponi a tappeto, a spese delle aziende. "E' grave che l’assessora Zanotelli si pieghi alle richieste delle associazioni datoriali sconfessando di fatto i protocolli firmati insieme sull’incontro tra domanda e offerta, sulla legalità o quelli sulla salute e sicurezza" si legge nella nota.

Netta contrarietà anche per quanto riguarda l'utilizzo di voucher, chiesto dalle imprese agricole per poter utilizzare manodopera con più flessibilità. "Sembra che qui si stiano cercando solo delle scorciatoie per avere subito i lavoratori stranieri e far lavorare gli italiani, per lo più disoccupati, cassintegrati e giovani studenti, solo con uno strumento iniquo qual è il voucher. In questo modo non si risolverà mai il problema della carenza di manodopera" concludono i segretari. 

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