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#Restart, il contest delle Acli trentine: creatività durante il Covid 

Trasformare l'ordinario in straordinario, una sfida ambiziosa ma alla quale hanno partecipato diverse persone, ognuna con il proprio talento, sprigionando la loro creatività in un momento difficile per tutti

l lavoro di Banal, il secondo classificato

Creatività e talento, premiati i vincitori del contest #Restart, pensato dalle Acli Trentine, sotto pandemia. Nel mese di maggio le Acli Trentine hanno promosso un contest per riflettere sulle limitazioni e la solitudine che il Covid ha portato da marzo 2020. Limitazioni viste anche come opportunità per riscoprire le relazioni, l’altruismo, la solidarietà, l’artigianato, l’arte e la creatività. Esperienze creative, di scoperta di particolari attitudini personali o di vocazioni rivolte alla solidarietà e all’altruismo, spesso trascurate nella vita frenetica di tutti i giorni, capacità che non sapevamo di avere, ma che il Covid ha fatto emergere.  

"Piccoli e grandi traguardi che ciascuno di noi ha raggiunto riscoprendo hobby e passioni, creando cose uniche e semplici tra le mura di casa" sottolineano le Acli trentine. Per lanciare il contest è stato realizzato anche uno spot che raccontava le testimonianze di Anna Chiara 30 anni che, all’inizio della pandemia, ha riscoperto la passione del cucito, trasformando i tessuti in abiti e regali personalizzati per gli amici o quella di Laura, 71 anni, che per rasserenare le nipotine ha creato abiti su misura per le bambole, simpatici compagni d'avventure e tessuti ricamati per abbellire la sua casa o ancora Norma, 94 anni, insegnante di esperanto che ha trovato nella tecnologia l'opportunità di sentire i suoi studenti, quello che credeva impossibile è ora la sua quotidianità. Infine, l’esperienza di Anna, 29 anni che ha capito che bastano un paio di buone scarpe per camminare guardando con occhi nuovi il bello che ci circonda, riflettendo sui propri limiti e attraverso i passi e la fatica provare a superarli. 

Venticinque i partecipanti al contest, tutti con storie originali che vedevano fondersi insieme solidarietà, ingegno, crescita personale e originalità. Strumenti musicali fatti in casa fino ai pupazzi di legno che si muovono con il vento, così come particolari lavori in lana e storie di novelle cuoche, ma anche di pittori e scrittori nonché di esperienze nel campo del modellismo e della costruzione di candele con materiali vegetali. Grandi protagonisti anche i più piccoli che, coinvolti dagli adulti, hanno contribuito con contenuti significativi, come nel caso del piccolo Marco che ha disegnato e cercato di sconfiggere almeno con l’immaginazione il mostro Covid o ancora i ragazzi del Gruppo Albora di Mori che hanno interamente “autoprodotto” dei video su Youtube. 

Tante le storie raccontate, fatte di semplicità e di voglia di guardare oltre le difficoltà, di risorse che emergono dentro di noi per scansare lo sconforto ed evitare di lasciarci andare. Non è stato facile per la giuria definire i tre vincitori premiati mercoledi 7 luglio al Circolo Acli di San Bartolomeo di Trento, con un buono per continuare a coltivare la passione nata durante il Covid. 

Capacità di reinventarsi o di sfruttare competenze pregresse, gusto personale dei giurati e ricadute positive sugli affetti e la comunità di ciascun elaborato, i criteri utilizzati per definire i primi tre classificati: 

Gaia Marcorelli che ha scritto con il piccolo Marco di quattro anni una storia fatta di rime e disegni per affrontare la paura del Covid e dell’isolamento attraverso gli occhi di un bambino; 

Marcorelli 1 classificata-2

Mario Banal che appena pensionato si è ritrovato bloccato dalla pandemia e volendo sfruttare la sua passione e manualità ha iniziato a costruire divertenti “omini del vento” impegnati in diverse situazioni, chi a scappare dall’orso, chi a spaccare la legna, chi invece a pascolare caprette, asino e cane. Tanti i compaesani a cui sarà scappato un sorriso vedendoli in un momento di grande tristezza e sconforto. 

Banal 2 classificato-2

E infine Serena Bridi che ha sfruttato le sue competenze di cucito e pittura per realizzare dapprima mascherine personalizzate, poi abiti quasi principeschi e quadri astratti ma di grande significato. Arti diverse che il tempo di solitudine imposto dal Covid ha permesso di affinare e perfezionare per questa ragazza diciannovenne del Liceo Prati di Trento e che attraverso le sue realizzazioni ha dato la sua personale lettura di un momento difficile, visto dagli occhi dei più giovani. 

Bridi-2-3

In chiusura dell’evento una menzione speciale a Romina Michelotti che ha partecipato al contest con un libro pensato e realizzato totalmente durante il periodo della quarantena e dedicato al fratello e volontario Acli Tomaso, prematuramente scomparso. Un libro per i più piccoli edito da Erickson che attraverso il tema del viaggio (con foto dei viaggi di Tomaso) invita a riflettere sulle avventure e difficoltà della vita. 

Uno scritto che vuole affrontare il tema del viaggio fuori e dentro la malattia e della resilienza nella stessa. Il testo elogia poi la lentezza, che di questi tempi è fuori moda, temi grandi, anche per gli adulti, ma che è importante condividere con delicatezza con i più piccoli; un viaggio curioso intorno al mondo con mostri, buffi animali parlanti, maestosi paesaggi, senza il finale scontato e purtroppo impossibile “vissero felici e contenti”. Una lezione significativa, di vita piena. 

Le storie si possono leggere sul sito delle Acli. Il contest è stato finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dalla Provincia Autonoma di Trento. 

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