In Trentino Alto Adige si valuta chiusura impianti sciistici

Verrà deciso lunedì 9 marzo nel corso di un incontro tra Fugatti e Kompatscher con Anef

Seggiovia (da Flickr)

La chiusura degli impianti di risalita in Trentino Alto Adige. È l'ipotesi annunciata dal presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti che ha specificato come della chiusura si deciderà lunedì 9 mazro durante un incontro con i rappresentanti di Anef, l'associazione degli imprenditori funiviari, ed il presidente altoatesino Arno Kompatscher.

"Vediamo di trovare un accordo comune tra impianti del Trentino e dell'Alto Adige per fare una chiusura generale con la stessa data - ha specificato Fugatti -. Quindi nella giornata di domani si capirà se c'è questa volontà generale di arrivare ad una chiusura uguale per tutti i territori". A mezzogiorno di lunedì 9 febbraio la conferma: piste chiuse, ecco cosa ha deciso la Giunta...

La Val di Sole: "Lo facciamo anche per salvaguardare il nostro patrimonio turistico"

La richiesta di chiudere gli impianti è stata fatta dal presidente della Comunità della valle di Sole e dagli amministratori della zona, anche se, come ha specificato il governatore, il dpcm del governo "non prevede sul territorio obblighi di chiusura". Fugatti ha infine aggiunto che nel corso della mattinata di domenica la situazione non risultava allarmante: "sulle principali piste da sci del Trentino tra le 11 e le 13 di oggi e la situazione era sostanzialmente regolare. La gran parte degli impianti avevano previsto gli spazi di entrata per creare file da una persona e quindi ci sentiamo di dire, anche perché tanti turisti sono partiti durante la notte e perché c'è stata maggiore disciplina e organizzazione, che oggi la situazione era indubbiamente diversa rispetto a ieri". 

"La richiesta - si legge nella lettera scritta dal presidente della Comunità della valle di Sole, Guido Redolfi - si fonda su una motivazione sanitaria a tutela delle nostre comunità ma anche a tutela del nostro patrimonio economico rappresentato dai nostri ospiti e i nostri clienti provenienti da tutta Europa. Augurandoci che questa decisione rappresenti un contributo maturo e responsabile del nostro territorio per la sicurezza dei nostri concittadini e per garantire un futuro alla nostra economia". L'appello è stato lanciato dopo che sulle funivie della zona si sono ammassati moltissimi turisti provenienti soprattutto dalle regioni del nord Italia maggiormente colpite dal coronavirus.

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