Giovedì, 28 Ottobre 2021
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Case di riposo, è allarme personale: "Il 12% non è vaccinato, impossibile garantire tutti i servizi"

Secondo la Fenalt, sindacato del pubblico impiego, 5 case di riposo non potranno fare una rotazione di turni, mentre altre 7 andranno sotto i parametri minimi assistenziali

È allarme per quanto riguarda il personale nelle case di riposo trentine. Secondo il sindacato del pubblico impiego Fenalt infatti, il 12% del personale non è ancora vaccinato, e questo avrà un impatto devastante sui servizi offerti.

Nello specifico - sostiene la Fenalt - 5 case di riposo non potranno nemmeno fare una rotazione di turni, 7 case di riposo andranno sotto i parametri minimi assistenziali, nelle altre i disagi non mancheranno anche se si faranno sentire in forma minore.

Dati preoccupanti, emersi dall'incontro tra i rappresentanti degli operatori sanitari e l'Upipa (Unione provinciale istituzioni per l'assistenza), e che tengono conto delle sospensioni previste per gli operatori no-vax. Tra tutto il personale che fa capo all'Apss, sono 690 i sanitari che ancora non si sono vaccinati. Da lunedì 30 agosto dovrebbero scattare le prime sospensioni.

“Impressionante e deludente l’assenza della politica trentina" commenta Roberto Moser, vicesegretario generale Fenalt e responsabile area Apss. "Come Fenalt, il sindacato di maggioranza nelle case di riposo, diciamo subito che questo problema, probabilmente sottovalutato da chi ha imposto norme rigide, non deve ricadere sugli operatori che rimangono a lavorare, con proposte di turni di 12 ore e, tanto meno, non deve ricadere sugli anziani che hanno tutto il diritto di avere un’assistenza dignitosa".

Dal sindacato un appello alla politica: "Chiediamo all’assessore Segnana di convocare un tavolo urgentemente per affrontare il problema in maniera seria senza nascondere la testa sotto la sabbia. I problemi della comunità vanno affrontati, anche quando non si prestano a semplici soluzioni”.

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