Mercoledì, 28 Luglio 2021
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Lavoratrici delle pulizie protestano per vaccini e rinnovo del contratto nazionale. Ottenuto bonus Covid

Sindacati: “Il bonus è la vittoria per le lotte di questi mesi”. Adesso però le lavoratrici chiedono risposte alla Provincia sui vaccini. “Basta essere considerate di serie B”

Una foto scattata durante la protesta

Nuova protesta dal mondo del lavoro, questa volta le protagoniste sono le lavoratrici delle pulizie. Nella mattinata di mercoledì 3 marzo è stato infatti organizzato un presidio fuori dall’ospedale di Rovereto ed è ripartita la protesta. Le addette, 3000 in totale di cui circa la metà impegnate nei servizi di sanificazione delle strutture ospedaliere e delle Rsa (Residenze sanitarie assistenziali), hanno manifestato per sostenere la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale, scaduto da otto anni, ma soprattutto per sollecitare la Provincia su vaccini. Queste addette, pur lavorando in condizioni di rischio in ambiente sanitario non sono state incluse tra le categorie con priorità.

A imprimere ancora maggiore determinazione a questa battaglia arriva anche la notizia positiva del bonus Covid: dopo 9 mesi finalmente le dipendenti di Rekeep e Pulinet, quindi le addette alle pulizie negli ospedali, hanno ottenuto il bonus Covid di 300 euro. «Un risultato frutto della determinazione e delle lotte delle lavoratrici» rivendicano Paola Bassetti della Filcams e Francesca Vespa della Fisascat. «Senza la loro mobilitazione il premio sarebbe rimasto solo un miraggio. La Provincia, infatti, ne aveva vincolato l’erogazione al fatto che le aziende appaltatrici si facessero carico del 50 per cento dell’importo. Una scelta iniqua che differenzia tra lavoratori».

E sui vaccini i sindacati rilanciano. «Piazza Dante ad oggi è rimasta sostanzialmente immobile, ignorando le richieste e le preoccupazioni delle addette impegnate ormai da un anno in prima linea contro la pandemia. Tra le lavoratrici, soprattutto quelle impegnate negli ospedali e nelle case di riposo, c’è delusione ed esasperazione. Si sentono prese in giro dalla Provincia, che prima ha promesso il bonus Covid e poi lo ha reso inaccessibile a quasi tutte loro. E soprattutto si sentono ignorate nel loro bisogno di sicurezza sul lavoro: l’assessorato alla Salute non ha mai risposto alla richiesta di inserire anche la loro categorie tra quelle che possono vaccinarsi con priorità. E non si capisce perché. Così vengono trattate come personale di serie B».

Dopo gli scioperi dell’autunno del 2020, fanno sapere i sindacati, si è riaperto il confronto con Anip Confindustria, Confcooperative Lavoro e Servizi, Legacoop Produzione e Servizi, Agci Servizi e Unionservizi Confapi, ma la trattativa è ancora aperta. «Ci aspettiamo un cambio di passo. È giusto che il contratto riconosca diritti e salario e ci aspettiamo un riconoscimento per le lavoratrici e i lavoratori che, nonostante le gravi condizioni di lavoro, con grande senso di responsabilità sono sempre stati in prima linea, dimostrando l’importanza di un settore quanto mai essenziale per la tenuta del sistema paese, garantendo la sanificazione e l’accessibilità di ospedali, scuole, uffici pubblici e privati, fabbriche, mezzi di trasporto» concludono le sindacaliste.

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