Sabato, 16 Ottobre 2021
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Bonus nascita, nuovo appello alla Giunta: "Allargarlo anche ai figli di stranieri"

Cgil, Cisl e Uil tornano a chiedere la rimozione del requisito dei dieci anni di residenza

“Anche se in ritardo la Giunta provinciale prende finalmente atto della sentenza del Tribunale di Trento e rimuove il vincolo dei dieci anni di residenza per accedere alle graduatorie Itea per gli alloggi pubblici. In questo modo si supera un vincolo discriminatorio che ha penalizzato ingiustamente diverse famiglie straniere che risiedono e lavorano sul nostro territorio”.

Lo affermano in una nota congiunta i segretari generali di Cgil, Cisl Uil del Trentino apprendendo la scelta dell’esecutivo di adottare, in via preliminare, il criterio che imponeva i dieci anni di residenza in Italia per fare domanda di una casa Itea. Un criterio che anche i sindacati confederali hanno sempre contestato ritenendola discriminatoria e sottolineando a più riprese come criteri del genere fossero incostituzionali.

È stato necessario, scrivono le parti sociali, il giudizio dei giudici per imporre marcia indietro a Piazza Dante: “È ora che la Giunta Fugatti prenda atto di avere assunto delle scelte sbagliate e divisive e modifichi subito anche i criteri per l’accesso all’assegno di natalità. Se fosse possibile fare una graduatoria dei provvedimenti maggiormente discriminatori quello sta sicuramente in cima perché divide le bambine e i bambini fin dalla culla. Per noi resta inaccettabile e ci auguriamo che l’esecutivo cambi regole senza dover attendere l’imposizione dei Giudici”.

Se così non fosse i sindacati - che insieme ad Acli del Trentino e ad altri soggetti della società civile hanno promosso un appello e una raccolta firme per modificare la norma - sono pronti a ricorrere alle vie legali, sostenendo le famiglie e i bambini che stanno subendo questa misura ingiusta.

Sulla casa, inoltre, le sigle ribadiscono che fino a questo momento la Giunta Fugatti ha scelto di affrontare il tema del fabbisogno abitativo esclusivamente sul piano demagogico. "Sulla questione casa - dicono - l’esecutivo non ha varato nessuna misura né per incrementare il numero ridotto di alloggi pubblici disponibili rispetto al numero di famiglie che ne fanno richiesta né per sostenere quanti resteranno senza un’abitazione a seguito dello sblocco degli sfratti. E in 18 mesi di emergenza Covid, nonostante le continue richieste del sindacato la Provincia non ha messo in atto nemmeno nessun provvedimento straordinario per sostenere le famiglie in difficoltà con il canone d’affitto, a differenza di quanto fatto a Bolzano e delle iniziative dei Comuni di Trento e Rovereto” concludono i tre segretari Andrea Grosselli (Cgil), Michele Bezzi (Cisl) e Walter Alotti (Uil).

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