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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Animali

Cingolani cita il "modello Trentino" per l'abbattimento dei lupi. Gli animalisti: "Inaccettabile"

Il ministro parla di "deroghe per la cattura e l'abbattimento delle specie protette"

Hanno suscitato scalpore le parole del ministro della transizione ecologia Roberto Cingolani in merito all'abbattimento degli animali. Rispondendo alla Camera a una interrogazione sui danni agli allevamenti da parte dei lupi, il ministro ha detto che "potranno essere valutate azioni e interventi differenziati su base regionale e subregionale, e ciò potrà prevedere anche deroghe per la cattura e l'abbattimento delle specie protette".

In particolare, Cingolani ha parlato del piano di gestione dei lupi della Provincia di Trento, definendolo "interessante". L'uscita, come prevedibile, non è piaciuta alle associazioni animaliste, a partire da Lav, Enpa e Oipa. 

"Non è tollerabile - scrive la Lav in una nota - che la Provincia di Trento, che ha ampiamente dimostrato la sua totale inadeguatezza nel favorire la convivenza con gli orsi, venga ora presa ad esempio per gestire quella con i lupi. Numerosi progetti europei sono stati finanziati nel nostro Paese proprio per individuare i migliori sistemi di prevenzione per favorire la convivenza fra i lupi e le attività umane che si svolgono sui loro territori. Il Ministro non può gettare nel cestino questo patrimonio costruito nel corso degli anni e che ha dimostrato tutta la necessaria efficacia nel ridurre i danni da predazione".

"Anziché preoccuparsi di accontentare alcune regioni - dice l'Enpa -, il Ministero si occupi dei lupi come specie sempre più minacciata dal bracconaggio, dall'antropizzazione, dal fenomeno del randagismo e dei cani vaganti di proprietà non sterilizzati - a cui è legato il rischio di "ibridazione" della specie -, dal disturbo venatorio che scippa loro territori, dalla cementificazione. Ribadiamo che le uccisioni a causa della disgregazione dei branchi, aumentano gli episodi di predazione del bestiame e l'avvicinamento dei lupi a territori antropizzati, anche attratti dai rifiuti".

"Il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, invece di prefigurare deroghe per la cattura e l’abbattimento delle specie protette, come il lupo, dovrebbe pensare e agire per la tutela della biodiversità" è invece la critica dell'Oipa. "Comprendiamo che, come al solito, agricoltori e allevatori lamentino danni causati dalla fauna selvatica e che Cingolani debba rispondere alle richieste di chi li rappresenta, ma non comprendiamo come mai il ministro parli di possibili abbattimenti invece di promuovere e sostenere azioni di prevenzione. Le misure di prevenzione e la custodia responsabile degli animali d’allevamento servono proprio a evitare qualsiasi tipo di predazione, ma purtroppo tali metodiche non sono applicate da chi poi chiede i risarcimenti pubblici".

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