Saba Anglana ai giardini S.Chiara per la giornata mondiale del Rifugiato

Nell'ambito della Giornata Mondiale del Rifugiato 2017, la rete trentina di accoglienza dei richiedenti protezione internazionale, in collaborazione con Itinerari Folk, presenta il concerto di Saba Anglana.

SABA ANGLANA
World / Ethnic / Folk

Lavora come attrice e cantante in produzioni teatrali e televisive, sviluppando progetti discografici in ambito internazionale. Nel 2008 esce in tutto il mondo per l’etichetta inglese World Music Network il suo album di debutto come cantautrice “Jidka, The Line”, i cui brani sono inseriti in raccolte internazionali con cantanti come Sally Niolo e Miriam Makeba. Negli anni successivi Saba pubblica altri tre dischi. In “Biyo- Water is Love” (2010) l’artista racconta l’acqua e le problematiche mondiali legate al suo sfruttamento: AMREF la sceglie come sua testimonial per le campagne mediatiche in fatto di salute e diritti umani. Nel 2012, a seguito di un lungo viaggio come ambasciatrice dell’organizzazione umanitaria, pubblica “Life Changanyisha” (trad. “La vita ci mescola”). Saba consegue nello stesso anno il premio Anima per la sezione musica con Niccolò Fabi, con il quale si esibisce in tour dal vivo. Nel 2014 l’artista porta in scena come protagonista il monologo, di cui è anche autrice, “Mogadishow”, in cartellone per il Teatro Stabile di Torino. Saba lavora anche come autrice e conduttrice radiofonica per programmii di Radio2 , Radio3 e la Radio Svizzera. Il suo ultimo lavoro discografico si intitola “Ye Katama Hod” (trad. “La pancia della città”), presentato ad Addis Abeba dietro invito della Cooperazione Italiana. E’ attualmente impegnata nella promozione del suo spettacolo di teatro musicale “Abebech - Fiore che sboccia”, che racconta e cura in musica il trauma dei migranti vissuto per il distacco dalle proprie terre d’origine. Lo spettacolo ha debuttato alla XXV edizione del Festival Internazionale di Musica Sacra a Pordenone.

La voce di Saba, accompagnata dalla kora di Cheikh Fall, il contrabbasso di Federico Marchesano e la fisarmonica di Fabio Barovero, dà vita ad una colonna sonora intima e vivace, per rivelare il sentimento umano che ancora si solleva, difende la sua diversità, il suo diritto a raccontarsi e resistere in una geografia che si trasforma continuamente.
Durante un’ora e un quarto di spettacolo, i brani presentati restituiranno la nostalgia dei luoghi e delle tradizioni che il progresso rischia di cancellare, racconteranno dei viaggi, degli attraversamenti migranti, del problema dell’appartenenza e della difficoltà di riconoscere se stessi, l’esorcismo allegro nella necessità di accogliere gli eventi trasfiguranti della vita, anche quelli più dolorosi, come fatti naturali, come malattie transitorie dell’anima, che hanno bisogno di una cura, una cura in musica e poesia.

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