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Trento, chiedono vino per avere eroina: scoperto e arrestato (di nuovo) un pusher

L'uomo, già allontanato da Trento e dalla provincia a metà gennaio, usava la parola vino invece di eroina per portare avanti la sua attività di spaccio

La Squadra Mobile, sezione contrasto al crimine diffuso, conosciuta come “gli Orsi”, all’alba di giovedì 27 gennaio ha arrestato ancora una volta C.M. , cittadino tunisino di 53 anni. L'uomo era stato arrestato dalla polizia in piazza della Portela a metà gennaio, perché colto nell’atto di vendere eroina a un tossicodipendente e, contestualmente, era stato trovato in possesso di 13 dosi dello stesso stupefacente pronte per essere vendute. Il Tribunale di Trento aveva imposto all’uomo di non ritornare nel capoluogo ne in provincia. Ma lo spacciatore non ha esitato a violare il divieto, continuando anche a spacciare utilizzando un linguaggio in codice con i clienti, chiamando la droga “vino”. Particolare, quest'ultimo, che non è sfuggito agli “Orsi”. 

Nei giorni precedenti all'arresto di C.M. tra i frequentatori dei giardini di piazza Dante si è sparsa la voce che proprio lì si potesse acquistare del vino. Gli agenti dell’unità crimine diffuso della Squadra Mobile, confusi tra i frequentatori dei giardini che si trova davanti alla stazione, hanno più volte sentito alcuni tossicodipendenti dire di andare a comprare una bottiglia di vino rosso, per poi vederli dirigersi nel sottopasso che dallo scalo ferroviario porta in Corso Buonarroti.

Insospettiti da questi insoliti dialoghi, gli agenti della Squadra Mobile hanno voluto approfondire di che cosa si trattasse e così hanno seguito una donna che aveva detto di essere alla ricerca di “una bottiglia di vino”. La giovane, una ventiseienne residente nella zona nord della città, dopo aver ricevuto una telefonata, si è diretta verso il sottopasso della stazione. Gli investigatori dell’unità crimine diffuso hanno seguito la donna, finché non hanno riconosciuto C.M. andarle incontro.

L’uomo prima di incontrare la giovane acquirente si è fermato a metà del sottopasso, perché ha riconosciuto gli agenti della Squadra Mobile ed è scappato senza cedere alcunché alla cliente, facendo perdere le proprie tracce grazie ad un complice pronto ad aspettarlo in una macchina su corso Buonarroti.  La Procura della Repubblica di Trento è stata informata del ritorno del pusher a Trento, nonostante il tribunale avesse disposto il divieto di dimora in città ed in provincia. Quest’ultima ha richiesto al Tribunale di Trento un provvedimento di custodia cautelare in carcere da eseguire che è stato emesso all’istante. 

A questo punto, “gli Orsi” della Squadra Mobile hanno avviato una vera e propria caccia all’uomo, scandagliando la città nei posti abitualmente frequentati dagli spacciatori, così come da persone senza fissa dimora. All’alba di giovedì 27 gennaio gli agenti hanno fatto irruzione all’interno di una casa abbandonata in via Asiago, cogliendo l’uomo nel sonno. Sul telefono dello spacciatore sono stati trovati numerosi sms in cui i clienti gli chiedevano “bottiglie di vino bianco”, “bottiglie di vino rosso”, “una e mezza”.  L’uomo è stato condotto nel carcere di Spini di Gardolo.

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