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L'ultimo saluto a Valeria, «un angelo» solare e dagli occhi blu

Durante il funerale è stata suonata la melodia «Nella fantasia» di Ennio Morricone, dolce e meravigliosa, così com'è stata descritta la giovane

Sedici anni, tante passioni e il sole dentro. L'ultimo saluto a Valeria Artini, la giovanissima vittima del grave incidente di Preore di sabato 28 novembre, è stato dato nel primo pomeriggio di martedì 1° dicembre, nella chiesa di Zuclo. Una bara di colore bianco in mezzo alla chiesa, a richiamare la purezza di quella vita spezzata prematuramente, un'ondata di fiori dai colori tenui hanno riempito quella chiesa già colma di dolore, nonostante il numero ristretto, per le norme anti-contagio. 

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Valeria era una giovane ragazza amata da molti e che a sua volta amava la vita. A raccontarlo sono state le persone che hanno trovato la forza di leggere qualche ricordo e pensiero per lei durante il funerale. Durante il funerale è stata suonata la melodia «Nella fantasia» di Ennio Morricone, dolce e meravigliosa, così com'è stata descritta la giovane. Le sue compagne di squadra hanno raccontato la parte sportiva della sua vita, fatta di partite, allenamenti e divertimento. Valeria giocava nel Brenta Volley e anche lì era stata in grado, con la sua semplicità e la sua carica, di farsi amare. L'hanno salutata così le compagne, con un messaggio di affetto firmato: «La tua squadra per sempre».

Nella sua vita, oltre alla famiglia, agli amici, alla pallavolo, c'erano anche la banda e la parrocchia. Questa giovane conosciuta e apprezzata da tutta la comunità e, come ha affermato il sindaco, rappresentava «quello che un'adolescente dovrebbe essere: piena di interessi, piena di grinta, determinata». Sono state tante le parole spese per lei, così come quelle di cordoglio per la famiglia, intorno alla quale si sono strette le Giudicarie. «Sono consapevole che tutte le nostre parole che abbiamo detto, che sono dentro di noi, che vogliamo dire, non possano certamente dare una spiegazione, non possono alleviare il dolore, non possono assolutamente restituire una vita - ha affermato uno dei parroci che hanno celebrato il funerale di Valeria - e quindi credo che in questo momento la cosa più bella sia il ricordo». 

È tanta la forza che alcuni hanno trovato per riuscire a parlare, le lacrime di tutti non lasciavano molto spazio al dialogo. La sua famiglia, mamma, papà e i suoi fratelli hanno scritto una lettera alla quale ha dato voce il parroco: «Cara Valeria, ancora non ci possiamo credere, non ci vogliamo credere. Sembra un incubo non poterti abbracciare ogni sera, non poter vederti a sbirciare nelle scale appena qualcuno di noi arrivava alla porta dell'entrata, non vederti sedere sulle ginocchia di papà, per le coccole». Un concentrato di ciò che era Valeria e che la descrive come: «una ragazza speciale, solare, affettuosa, dal carattere deciso e determinato. Con i tuoi bei occhi blu sapevi sempre comunicare il tuo stato d'animo, sia che fossi felice, sia che avessi qualche pensiero». 

E c'era anche l'amore, quello del ragazzo con la quale Valeria ha condiviso sentimenti e parte della sua vita. «Ci siamo persi l'uno nell'altro per anni - ha raccontato il giovane -, i più belli della mia vita». Qualche ricordo, qualche progetto andato in frantumi a causa dell'inaspettata e imprevedibile fragilità della vita. «La nostra vita - sottolinea il giovane -, quella che avevamo in mente di passare insieme». E ha poi concluso, con voce spezzata, portando anche l'affetto e la vicinanza di tutte quelle persone che non hanno potuto partecipare di persona, ma che Valeria l'hanno conosciuta e amata. 

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