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Giovedì, 18 Agosto 2022
L'operazione / Cavalese

Falso testamento olografo: due indagati e una villa sul Garda sequestrata 

Tutto è partito da alcune indagini a carico dell'indagato principale, un trentino, dove sono stati scoperti diversi documenti falsi

Indagano su un uomo e scoprono due falsi testamenti olografi. La Guardia di finanza di Cavalese, su delega della Procura della Repubblica di Verona, a inizio luglio ha sottoposto a sequestro preventivo una villa del valore di circa 500 mila euro che si trova sul lago di Garda, Peschiera. Le indagini sono ancora in corso, sotto la lente degli inquirenti, insieme all'indagato principale, c'è anche un'altra persona.

L'inizio delle indagini

Tutto è partito da alcune indagini a carico dell'indagato principale, un trentino, dove sono stati scoperti diversi documenti falsi (testamenti, cambiali, dichiarazioni sostitutive, bolli cambiari ecc.) che sarebbero stati utilizzati dall’indagato principale, a proprio favore, nell’ambito di procedimenti penali e civili che lo vedevano coinvolto a vario titolo. L’acquisizione degli elementi probatori è stata possibile anche grazie alla collaborazione di militari del Corpo qualificati "Computer Forensics e Data Analysis", dei carabinieri del Ris di Parma per l’analisi della strumentazione utilizzata per la predisposizione dei documenti falsi e per la perizia grafologica dei documenti sequestrati.

Gli sviluppi

Dall’attività investigativa è emersa una situazione che ha permesso agli organi inquirenti di disporre di un quadro indiziario, condiviso dal Gip del Tribunale di Verona che ha emesso il provvedimento cautelare, riconoscendo l’apocrifia delle firme (false) contenute in due testamenti olografi, prodotti dall’indagato con l'aiuto di un esperto grafologo. Uno dei due testamenti sarebbe stato redatto, apparentemente in assenza di validi motivi, il giorno dopo la realizzazione di quello pubblico, formato davanti al notaio, dal contenuto completamente diverso.

L’operazione delle Fiamme gialle a tutela della fede pubblica si è sviluppata facendo leva sulle peculiari funzioni di polizia economico-finanziaria che caratterizzano l’azione del corpo. La misura è stata eseguita nella fase dell’indagine preliminare quindi, per il principio della presunzione di innocenza, l’eventuale colpevolezza degli indagati sarà definitivamente accertata solo dove intervenga sentenza irrevocabile di condanna a cui seguirebbe obbligatoriamente la confisca dei beni sequestrati a favore dell’Erario e dei creditori.

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