Venerdì, 19 Luglio 2024
La decisione del giudice / Valsugana

Il narcos che spacciava droga in tutto il Trentino insieme ai figli

Dall'estero faceva da mediatore e gestiva il traffico di stupefacenti, e si era dato alla fuga dopo i primi arresti

Aveva creato una rete per il traffico di stupefacenti in tutto il Trentino insieme ai figli, e ora dovrà scontare come loro un lungo periodo di reclusione. È stato condannato a otto anni nei giorni scorsi, infatti, Admir Serifovic, il 66enne di origine bosniaca che era stato la mente dietro all’associazione sgominata a febbraio del 2018 dalle forze dell’ordine di Trento, in collaborazione con quelle slovene, croate e bosniache, nella cosiddetta "operazione Zaghi". 

23 erano stati in totale i soggetti arrestati tra Pergine, Levico, Borgo Valsugana, Vignola Falesina e Albiano, per un totale di 76 anni e otto mesi di carcere. Le pene più alte, fra i tredici e i dodici anni, erano state inflitte ai fratelli Zahid e Anis Serifovic, i figli trentenni di Admir, che invece dalla Bosnia faceva da mediatore con fornitori e creditori. Durante le indagini, erano stati sequestrati in totale dodici chili di droga fra hashish, marijuana, metanfetamine, cocaina ed eroina, oltre a una cifra di circa 13mila euro in contanti e ben dodici fucili trovati in casa di uno dei complici trentini della famiglia.

Secondo le ricostruzioni, fra il 2015 e il 2016 i Serifovic erano riusciti a trasferire dai Balcani alla Valsugana circa 600mila euro di sostanze stupefacenti pronte allo spaccio. Dopo gli arresti, il padre per anni è stato latitante facendo perdere le proprie tracce, prima di essere raggiunto dalle forze dell’ordine e infine condannato. 

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