Insegnanti precari, spiragli per la costruzione di carriera

Sono più di 250 i ricorsi sostenuti dai docenti al Tar (il 31 gennaio è arrivato il giudizio per i primi quattro ricorsi, un'altro è atteso per il 15 febbraio; ma quello più importante dovrebbe giungere il 12 aprile

"Dopo un anno di lavoro sono arrivati i primi risultati; questa sentenza risconosce finalmente il diritto alla ricostruzione della carriera per gli insegnanti precari". Con queste parole Pietro Di Fiore, segretario provinciale Uil Scuola del Trentino, commenta la sentenza del 31 gennaio sui primi quattro ricorsi presentati al giudice del lavoro Giorgio Flaim dai precari trentini della scuola e dalla UIL Scuola (la prima udienza si era tenuta il 20 settembre 2011). 

La faccenda è piuttosto complicata e riguarda centinaia di casi. Stando alle cifre diffuse dalla UIL Scuola, sono più di 250 i ricorsi sostenuti dal sindacato (il 31 gennaio è arrivato il giudizio per i primi quattro ricorsi, un'altro è attesa per il 15 febbraio; ma quello più importante, che coinvolge circa 250 precari, dovrebbe giungere il 12 aprile).
 
Di Fiore, che è stato tra i promotori della battaglia legale nei confronti dell'amministrazione provinciale per il riconoscimento del diritto alla stabilizzazione del contratto e, per l'appunto, alla ricostruzione di carriera, ci ha spiegato le ragioni e le modalità dell'iniziativa. "Abbiamo intrapreso questa battaglia perché riteniamo intollerabili le differenze contrattuali tra gli insegnanti di ruolo e quelli a tempo determinato. Vi sembra giusto che, a parità di mansioni, un insegnante precario debba guadagnare 200 euro in meno di uno di ruolo? Inoltre, il diritto alla ricostruzione della carriera, che permette ai precari di fare i cosiddetti "scatti" di anzianità e perciò di guadagnare di più in relazione agli anni di servizio, ci sembra il minimo per ristabilire un po' di equità tra chi è assunto a tempo indeterminato e chi ancora non lo è".
 
La ricostruzione di carriera è uno strumento che serve agli insegnanti a tempo intederminato per farsi riconoscere, nel momento in cui diventano di ruolo, gli anni di servizio prestati pre-ruolo. Grazie a questa sentenza, coloro che sono attualmente precari non saranno perciò costretti a ripartire da zero. E per questo Di Fiore mostra una certa soddisfazione. Dall'altro lato, però, il segretario della Uil scuola Trentino esprime la sua insoddisfazione per ciò che la sentenza non ha riconosciuto.
 
Nel comunicato diffuso dal sindacato, si legge che il provvedimento dispone anche "la quantificazione del recupero economico per ciascun ricorrente sia determinata dalla differenza tra il riconoscimento dell’anzianità maturata e il calcolo della “retribuzione estiva”. Il giudice, in buona sostanza, ha ritenuto di compensare l’anzianità con la retribuzione estiva". Questo punto non convince i precari, che vorrebbero che la retribuzione estiva fosse considerata una condizione contrattuale alla pari degli insegnanti di ruolo.
 
"La sentenza - dice Di Fiore - non risponde a quella richiesta di equità avanzata dal personale non di ruolo, che comunque continuerebbe a subire un “minus”, come riconosciuto da altre sentenze sul territorio nazionale". Tuttavia, anche qualora le sentenze dovessero replicare l'esito della prima decisione, l'iniziativa del sindacato difficilmente si arresterà. La partita, secondo Di Fiore, è ancora tutta aperta. L'obiettivo è quello di ottenere la stabilizzazione del contratto per coloro che hanno lavorato a tempo determinato per più di tre anni (si chiede che la Provincia assuma i precari a tempo indeterminato).
 
Nel settembre scorso, la documentazione di questa richiesta è stata inviata dal giudice del lavoro Flaim alla Corte Costituzionale: si attende dunque una risposta. La Uil Scuola confida in un esito positivo per poi andare a discutere i termini contrattuali di coloro che, a quel punto, si troverebbero ad essere assunti e ad usufruire della ricostruzione della carriera.
 

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