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Un momento dell'incontro allo studentato

Un momento dell'incontro allo studentato

"Richiedenti terra", gli orti biologici per l'integrazione tra culture

Collaborazione e condivisione tra associazioni che si occupano dei processi di convivenza sul territorio trentino e le diverse realtà impegnate nell'adozione e nella diffusione di pratiche agricole biologiche

E' stato presentato presso lo Studentato di San Bartolameo a Trento il progetto di Orto Sociale Biologico “Richiedenti Terra”. L’iniziativa è nata inizialmente con lo scopo di offrire ai “nuovi trentini”, in particolare ai giovani accolti sul territorio provinciale nell’ambito del progetto Emergenza Nord Africa, nuove opportunità di relazionarsi con la comunità trentina.

La proposta arriva da un comitato di giovani che si stanno costituendo in associazione per questa e altre attività. Durante la presentazione del progetto vi è stata un'introduzione all'agricoltura biodinamica con l'intervento di Giuliano Micheletti, produttore biodinamico.
 
Il progetto “Richiedenti Terra” vuole essere fonte di ricchezza culturale e sociale/umana per la comunità coinvolta, poiché si propone di consentire a chiunque voglia parteciparvi di costruire fattivamente pratiche di sostenibilità agroalimentare, attraverso lo sviluppo di relazioni tra culture diverse unite dalla volontà di raggiungere un obiettivo comune.
 
Finalità fondamentale del progetto è l’incontro tra la popolazione che si trova in Trentino per diversi motivi: questa esperienza cerca di rafforzare il dialogo ed il superamento di pregiudizi, paure e ostilità reciproche. I migranti e la comunità trentina avranno la possibilità di creare un percorso di convivenza che consentirà di avviare un circolo virtuoso, favorendo l'interculturalità nel contesto trentino.
 
Infine, il progetto rappresenta un’occasione di collaborazione e condivisione tra associazioni che si occupano dei processi di convivenza sul territorio trentino e le diverse realtà impegnate nell’adozione e nella diffusione di pratiche agricole biologiche. E’ auspicabile che attraverso lo scambio di buone pratiche si possa costruire un’idea nuova di comunità basata sui valori della sostenibilità ambientale, del rispetto reciproco e della condivisione.
 
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