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Reddito di garanzia, sanzioni per chi dichiara il falso

L'assessore Rossi ha presentato al Consiglio delle Autonomie una proposta di modifica che prevede un blocco di 36 mesi delle domande per chi presenta dichiarazioni false o rifiuta il lavoro, e limita la copertura

Stretta sul reddito di garanzia, l’assegno introdotto in Trentino nel 2009 per sostenere chi si trova sotto il limite dei 6mila 500 euro l'anno.  L'assessore Ugo Rossi ha infatti presentato al Consiglio delle Autonomie  una proposta di modifica che prevede un blocco di 36 mesi delle domande per chi presenta dichiarazioni false o rifiuta il lavoro,  e limita la copertura.  Contrari i sindacati Cgil Cisl e Uil che giudicano eccessive le sanzioni.  Il reddito di garanzia prevede attualmente che tutti i nuclei familiari in possesso di una certificazione Icef pari o inferiore a 0,13 potranno beneficiare di un'integrazione al reddito fino a 6.500 euro annui - la cifra è calcolata per un single e viene innalzata in base al numero di componenti il nucleo - in assegni mensili per una durata di quattro mesi. L'intervento è rinnovabile per altre tre volte nei due anni successivi alla prima domanda (in pratica per 16 mesi su 24). L'integrazione economica viene concessa anche a fronte di cali improvvisi delle proprie disponibilità finanziarie. L'Icef attualizzato infatti accerta la condizione economica dei due mesi precendenti la richiesta.

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