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viale Santa Caterina, Arco

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Arco, rapina al centro estetico Gardasun: arrestati i tre sospettati

Giovedì l'arresto da parte dei carabinieri del Norm, Nucleo Operativo e Radiomobile di Riva del Garda. I malviventi: due uomini stranieri e una donna rivana

Arrestati ieri, 11 luglio, i tre sospettati della rapina ai danni del Centro Estetico “Gardasun” di viale Santa Caterina ad Arco dai carabinieri del Norm, Nucleo Operativo e Radiomobile di Riva del Garda. I tre arrestati, tutti pregiudicarti con precedenti specifici, sarebbero A. L., trentenne originario del Belgio ma cittadino italiano, C. E., venticinquenne rivana e M. F., marocchino residente a Trento.  

I fatti: Alle 18.20 il primo sospettato, A.L., fa il suo ingresso nel centro estetico di Arco e intinidando di tacere alla proprietaria e ad una cliente, si dirige prontamente alla cassa prelevando due cassette di cassa continua all’interno delle quali erano contenuti 2.250 euro contanti di vario taglio.

La fuga: il trentenne tenta la fuga in bicicletta ma viene prontamente inseguito da un vicino negoziante che si era insospettito vedendolo scappare. Raggiunto il malvivente, il negoziante è costretto ad abbandonare l'inseguimento dopo la minaccia di morte di Ascoli, che riesce così a fuggire.
La titolare del centro estetico, vittima del furto, chiama prontamente il 112 che fa scattare  immediatamente un piano straordinario ed emergenziale di controllo a tappeto del territorio.

La cinturazione dell’area compatibile con la fuga del rapinatore e la testimonianza di un’altra cittadina consente ai carabinieri del Norm di indirizzare le ricerche su una Punto verde vecchio modello che era stata vista caricare due soggetti, un uomo e una donna, in fuga dai campi in un lasso di tempo assolutamente compatibile con il reato. L’auto con a bordo tutti e tre i malviventi viene bloccata in via Deledda di Riva del Garda a soli 20 minuti dal reato e a soli 4 minuti dalla segnalazione della seconda cittadina-testimone.

A seguito delle perquisizioni sui fermati e sulla vettura è stato possibile recuperare l’intera refurtiva, celata dalla donna complice del reato. Un successivo sopralluogo eseguito sul luogo dove erano stati visti fuggire e salire a bordo dell’auto, ha permesso di recuperare le due cassette trafugate, i pantaloni e le scarpe che il trentenne avrebbe utilizzato per commettere il reato oltre a due biciclette che sarebbero state utilizzate per la fuga. I tre arrestati sono stati tradotti presso il carcere di Spini di Gardolo a disposizione del Pm Davico.

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