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Punto d'Incontro, nel 2011 serviti 51mila pasti caldi ai bisognosi

"Il rischio - afferma il presidente Passerini - è che la situazione peggiori nel giro dei prossimi tre anni. Per questo servono interventi che vadano oltre l'assistenzialismo, una prospettiva per il futuro"

Nel 2011 il Punto d'Incontro di via Travai ha garantito il servizio pasti per 51 mila e 52 persone (media giornaliera di 163 presenze), in prevalenza stranieri (circa l'80%), per il resto trentini, soprattutto 40enni e 50enni. Sono proprio questi soggetti, infatti, ad essere stati colpiti maggiormente nel reddito e nel lavoro, che molti hanno perso senza avere la prospettiva di un reinserimento occupazionale a breve termine. Ed è questo, spiega il presidente Vincenzo Passerini, l'aspetto più preoccupante.

Rispetto a qualche anno fa, infatti, è molto più difficile rientrare nel mercato del lavoro: "Siamo sui livelli degli utlimi anni. Il balzo è stato fatto nel 2009. Si dice che la crisi sia arrivata adesso ma i nostri ospiti l'hanno subita già da tempo. Basta vedere i numeri: nel 2006 abbiamo dato pasti per 42 mila persone, mentre tre anni dopo il numero è cresciuto fino a 54 mila unità, per stabilizzarsi un po' nel 2011", dice Passerini.
 
La mancanza di certezze per il futuro - che accomuna sia le persone rimaste senza lavoro che i giovani in cerca di impiego - è forse la questione più delicata: "Il rischio - afferma il presidente del Punto d'Incontro - è che la situazione peggiori nel giro dei prossimi tre o quattro anni. Per questo servono interventi che vadano al di là del mero assistenzialismo, formule che consentano a queste persone di avere una prospettiva. In trentino fortunatamente abbiamo una lunga tradizione di solidarietà, ma servono strumenti che permettano di andare oltre".
 
Il dato che fa più impressione e che mostra quanto la tendenza sia negativa, è quello relativo alla differenza tra i pasti serviti nel 1999 e quelli serviti nel 2010: in un decennio le persone che si rivolgono al Punto d'Incontro sono praticamente raddoppiate: "Nel 1999 - spiega Passerini - avevamo un'utenza di circa 27mila persone all'anno, cioè 85 pasti al giorno. Nel 2010 i numeri sono saliti a 54mila persone, con 175 pasti al giorno. Chi viene da noi lo fa perché non ha un punto d'appoggio in famiglia o perché non avendo più un lavoro non riesce ad inserirsi nella società".
 
Quanto ai dati relativi al 2011, il mese in cui il Punto d'Incontro ha servito più pasti è stato quello di ottobre (4.753 in 28 giorni), seguito da dicembre (4.701), novembre (4.646) e gennaio (4.391): i mesi più freddi dell'anno. 
 
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