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Precari dell'ente pubblico in scadenza a fine 2017, Cgil chiede la proroga

la questione riguarda i tanti collaboratori, spesso in ambito culturale come nel caso del Muse, con contratti oltre i 36 mesi

Fp Cgil lancia l'allarme per i tanti precari dell'ente pubblico in Trentino. Persone assunte con contratti di collaborazione, a termine, a progetto, spesso in ambiti culturali, che lavorano per i vari enti pubblici magari da anni, alcuni da quasi un decennio. 

"Nei prossimi mesi, a partire da dicembre, per tanti precari storici in servizio pluriennale ininterrotto scadrà il contratto. Si sta creando un vuoto, dato che non ci sono graduatorie valide per le chiamate a tempo determinato: molte scadono proprio a fine 2017" scrivono Giampaolo Mastrogiuseppe e Stefano Galvagni, del sindacato di via Muredei.

«Sappiamo che la questione precari è stata rimandata alla legge di assestamento, presumiamo per avere il tempo di decidere le modalità di recepimento". La richiesta, rivolta direttamente al presidente della Provincia Ugo Rossi, è di recepire almeno in parte la Legge Madia che consente la proroga dei contratti in deroga al limite dei 36 mesi. Non sarebbe, peraltro, la prima volta: la Provincia stabilì la proroga nel 2006 e nel 2010.

La questione riguarda anche i precari del Muse e in particolare quelli della sede della Val di Ledro, che sono “stagionali”. «Qualche anno fa, abbiamo stipulato un accordo sindacale che ha introdotto la stagionalità: un modo per dare continuità a persone che operavano nei vari musei, da tanti anni, per le quali non c’era stata possibilità di stabilizzazione. Ora ci è stato detto che non c’è modo per garantire continuità e la scelta sembra essere, ancora una volta, l’appalto esterno».

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