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Il presidente ANA Pinamonti: "il cappello alpino è sacro"

Il presidente degli Alpini trentini contesta l'uso del cappello nei manifesti elettorali di Donato Seppi, candidato alle provinciali di Bolzano. La polemica arriva a livello nazionale: "è stato usato a fini meramente personali"

"Il Cappello Alpino non è patrimonio del singolo, utilizzabile a piacere, né tanto meno confondibile o accostabile con qualsivoglia formazione partitica. Il Cappello Alpino è simbolo, per noi sacro, appartenente agli Alpini tutti e, quindi, all’Italia intera e come tale merita di essere rispettato". A dirlo è il presidente dell'Ana di Trento Maurizio Pinamonti in un comunicato, condiviso anche dal presidente bolzanino, sulla polemica riguardante in manifesti elettorali di Claudio Seppi, candidato al consiglio provinciale altoatesino. In alcuni manifesti il candidato Seppi appare infatti con il cappello da alpino ed è proprio questo che ha fatto scattare l'indignazione delle penne nere trentine ed altoatesine. 


"Pur nel pieno rispetto di ogni persona che metta a disposizione della collettività, per il tramite della partecipazione alla politica attiva, le proprie energie fisiche e morali e con la più sincera stima per coloro che, come il consigliere provinciale in questione, fanno parte degli organi di rappresentanza politica ad ogni livello, la Sezione di Trento dell’Associazione Nazionale Alpini ritiene doveroso rendere noto il proprio sconcerto in ordine all’evidente improprio utilizzo del Cappello Alpino per finalità meramente personali. Esso è l’inconfondibile segno dell’appartenenza alla famiglia Alpina e, come tale, non ha e non può avere “colore” politico né, tanto meno, può essere utilizzato per veicolare prese di posizione o messaggi che agli Alpini in quanto tali non appartengono" si legge nella lettera apparsa anche sul sito ANA nazionale. 


Dal canto suo Seppi affida ad una lettera aperta la "sfiducia" dei vertici dell'associazione trentina: "non sono gli alpini a contestarmi a solamente i loro rappresentanti" ha scritto nei giorni scorsi sul suo profilo facebook "la nostra associazione non può e non deve essere solo ragione per organizzare manifestazioni stupende ma anche, e soprattutto, posta a baluardo e difesa della nostra identità perché ciò non è politica ma rappresenta la dignità, la fierezza e l' orgoglio dello spirito di apparenza ad un meraviglioso corpo militare e ad una grande Nazione".

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