Omicidio-suicidio a Trento, spara ai genitori poi si uccide

La tragedia a Romallo. Sul posto carabinieri, soccorritori e scientifica

Immagine repertorio

Ha sparato ai genitori uccidendoli poi ha rivolto l'arma contro se stesso togliendosi la vita. La terribile tragedia è accaduta nella serata di venerdì a Romallo, provincia di Trento. A lanciare l'allarme sono stati alcuni parenti della famiglia, che sin dalla mattina avevano cercato di contattare i tre senza successo. Loro stessi hanno scoperto i corpi senza vita una volta arrivati nella casa dove è avvenuto il delitto.

L'omicidio-suicidio

In base alla ricostruzione dei carabinieri, che stanno indagando sull'omicidio-suicidio, David Pancheri, 45 anni, avrebbe prima sparato contro il padre, Giampietro, 79 anni, e la madre, Adriana Laini, 72, per poi puntare la pistola contro se stesso. Sembra che a provocare il folle gesto dell'uomo sia stato l'arrivo di una brutta notizia sulla salute del padre, al quale da poco era stato diagnosticato un male incurabile, insieme al dispiacere per la depressione che da anni affliggeva la madre. La pistola utilizzata per ucciderli mentre dormivano e poi suicidarsi, sparandosi alla testa, era una delle tante che il padre, cacciatore, teneva in casa.

Dopo che i parenti hanno chiamato il 112, sabato sul posto sono arrivati i soccorritori, il cui intervento è stato però vano: genitori e figlio erano morti, sembra, già da circa 24 ore. I tre stavano trascorrendo le ferie di agosto nell'abitazione dove hanno trovato la morte, un appartamento di Romallo, in Val di Non. Al lavoro per ricostruire l'esatta dinamica della tragedia carabinieri e scientifica.

Un biglietto di addio

I corpi degli anziani genitori sono stati ritrovati vicini nel loro letto. A causare la morte un colpo di pistola alla testa. Accanto al cadavere del figlio, invece, è stato rinvenuto un biglietto di addio rivolto ai parenti, con il quale l'uomo chiedeva scusa per quanto accaduto, parlando di "troppa sofferenza". La famiglia Pancheri viveva a Milano da anni, dopo che il padre Giampietro vi si era trasferito da giovane per lavoro. Ogni estate però i coniugi passavano le vacanze in Val di Non proprio nella casa in cui si è consumato l'omicidio-suicidio.

Il missionario Padre Ettore, che conosceva bene Giampietro Pancheri, è stato chiamato a Romallo per dire messa nel giorno della tragedia. "Nessuno giudichi, nessuno condanni - ha commentato l'uomo ai microfoni della Rai -, parola del Signore".

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