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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cronaca

Balduzzi: "Italia ultima in meritocrazia tra i Paesi europei"

Il docente della Cattolica al Festival: su 4 milioni e mezzo di italiani che vivono all'estero, la maggior parte (80%) la scia l'Italia per trovare condizioni di meritocrazia

"Se confrontiamo il grado di meritocrazia nei diversi Paesi europei vediamo che l'Italia è all'ultimo posto della graduatoria". A evidenziare il dato è Paolo Balduzzi, docente di Scienza delle finanze all'Università Cattolica di Milano, intervenuto all'incontro 'Coltivare e trattenere i talenti, nell'ambito del Festival dell'Economia di Trento. "La maggior parte dei cervelli che rientrano in Italia (59%) non è sposata e ha un livello di istruzione alto - ha osservato Balduzzi - All'estero ha svolto soprattutto attività lavorative altamente specializzate (70%). Al rientro uno degli ostacoli più pesanti che riscontrano è l'assenza di meritocrazia. Tuttavia molti tornano in Italia perché all'estero non riescono a soddisfare tutte le aspettative nei confronti del lavoro e della qualità di vita in generale".

Balduzzi ed il suo team universitario hanno sviluppato un 'indice di meritocrazia'. Tra i parametri - e l'Italia è fanalino di coda in tutti - ci sono libertà, pari opportunità, qualità del sistema educativo, attrattività per i talenti, regole, trasparenza e mobilità. Significativo che sui 4 milioni e mezzo di italiani che vivono all'estero, il 69% ha deciso di lasciare l'Italia per trovare migliori condizioni di lavoro, ma la maggior parte (80%) per trovare, in particolare, condizioni di meritocrazia. Componente che in Italia scarseggia, tanto che rispetto a dieci anni fa, quando i nostri laureati all'estero erano 6.000 l'anno, ora siamo passati a 20.000 l'anno. 

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