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Arrestato l'omicida di Zivignago: i dettagli dell'operazione

Una fuga pianificata e mai messa in pratica: secondo gli inquirenti Marco Quarta avrebbe comprato zaino, scarponi e provviste, salvo poi vagare senza meta per una settimana dopo il terribile gesto. E' stato arrestato ieri in un centro commerciale di Rovigo

Un piano di fuga preparato prima dell'omicidio, ma mai messo in pratica: è questa la tesi, contraddittoria, che emerge dalle indagini che hanno portato all'arresto di Marco Quarta, accusato di aver ucciso l'ex moglie a Zivignago, frazione di Pergine Valsugana, la sera di giovedì 12 marzo. Dopo una settimana di ricerche Quarta è stato arrestato nel tardo pomeriggio di ieri in un centro commerciale in provincia di Rovigo.

Una signora ha notato l'auto del ricercato, il cui modello e numero di targa erano stati divulgati dagli inquirenti anche tramite la trasmissione Rai "Chi l'ha visto?", ed ha chiamato i carabinieri. Una volta verificata la veridicità della segnalazione i militari hanno chiamato i rinforzi e circondato l'edificio.

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Lo hanno fermato mentre usciva da un Mc Donald's, con le buste di cibo in mano e 3.500 euro in contanti in tasca. I carabinieri in borghese si sono avvicinati e lui, Marco Quarta, non ha opposto resistenza e si è fatto arrestare. E' finita così, a distanza di sette giorni, la fuga dell'uomo accusato dell'omicidio della compagna, Carmela Morlino, uccisa con quindici coltellate davanti agli occhi dei due figlioletti nella sua casa di Zivignano, a Pergine Valsugana. Fondamentale per i carabinieri è stata la segnalazione di una donna residente a Rovigo, che giovedì nel tardo pomeriggio, verso le 18.30, ha notato la Dacia marrone di Quarta nel parcheggio di un centro commerciale alla periferia della città veneta.

A quel punto ha chiamato il 112 e i carabinieri sono arrivati circondando il centro commerciale. Alcuni militari in borghese sono entrati per verificare l'informazione e hanno individuato Quarta, che poi è stato fermato. Non ha detto nessuna parola in particolare, al momento dell'arresto, e i carabinieri lo definiscono di aspetto "dimesso", probabilmente provato dalla fuga, dal momento che - secondo quanto riferiscono i carabinieri - l'uomo ha dormito in auto per sei giorni, circostanza provata dal fatto che nel veicolo sono state rinvenute scatolette di cibo e indumenti. 

Ora Quarta è rinchiuso nel carcere di Rovigo e sarà sentito per l'interrogatorio di garanzia entro cinque giorni: dovrà rispondere di omicidio volontario commesso con l'aggravante della premeditazione e della crudeltà, oltre che di porto abusivo di armi da taglio. Se deciderà di parlare si potranno riempire i tasselli mancanti per rispondere soprattutto ad una domanda: dove è stato Quarta per una settimana? Secondo i carabinieri, l'uomo non aveva un piano di fuga prestabilito, si sarebbe limitato a girare senza meta, tanto che nella zona dove è stato fermato non aveva particolari contatti.

Una circostanza che però stride, almeno in parte, con alcuni elementi che avvolorerebbero la premeditazione del delitto, in primis la foto scattata davanti a casa sua a Sant'Orsola la mattina dell'omicidio (un fotogramma preso dalle registrazioni di una videocamera di sorveglianza installata all'ingresso di un'attività commerciale vicina alla casa) lo ritrae mentre carica uno zaino nel bagagliaio dell'auto. Inoltre, soltanto pochi giorni prima, il 9 marzo, Quarta avrebbe acquistato scarponi da montagna e equipaggiamento da escursione. Elementi che inducono a pensare ad una strategia pianificata. Quanto alle responsabilità di Quarta nel delitto, sembra che ormai non ci siano dubbi: l'agente immobiliare è stato visto da un vicino di casa della vittima con l'arma del delitto ancora in mano, un coltello da sub o da campeggio di dimensioni medio grandi. 

Per il buon esito dell'operazione - ha ricordato il colonnello della Compagnia carabinieri di Trento, Maurizio Graziano - è stata determinante la collaborazione con il Comando provinciale di Rovigo, ma anche con i media, che hanno diffuso le immagini di Quarta e della sua auto, consentendo così il riconoscimento della vettura alla testimone che ha permesso l'arresto di Quarta, dopo una settimana di segnalazioni e avvistamenti tra Merano, Trento, Folgaria, Salerno, Venezia, Parma, Ferrara, Pisa e Castello Bolognese, località quest'ultima dove la vettura di Quarta è stata avvistata con certezza grazie alle telecamere di sorveglianza della città che hanno immortalato il passaggio dell'uomo alle 7.40 del 15 marzo. Nei prossimi giorni sarà l'interrogatorio a fornire nuovi elementi.

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