Cronaca

Fiumi e torrenti fanno paura: case evacuate e strade chiuse

Le situazioni più critiche in Val Rabbia e in Valle di Saviore

Non cessa l’allarme maltempo in Valcamonica, dove torrenti e fiumi continuano a far paura. Le abbondanti e incessanti precipitazioni degli ultimi giorni hanno portato tutti i corsi d’acqua a superare i livelli di guardia: alcuni sono esondati, portando fiumi di fango e detriti a invadere terreni e strade. Le criticità maggiori in Val Rabbia, a Rino di Sonico: il Rabbia è sotto costante osservazione dei vigili del fuoco e della protezione Civile. La piena di sabato notte aveva fatto scattare l’allarme e portato all’evacuazione di una sessantina di persone, poi rientrare nelle rispettive abitazioni: la situazione è ora sotto controllo, ma fervono i lavori per ripulire i detriti e i massi trascinati a valle e confluiti nel fiume Oglio, il cui livello è ora al limite. La prima stima dei danni è di oltre un milione di euro.

Case evacuate e strade chiuse

Non va meglio in Val Saviore: nella giornata di lunedì 28 agosto, il torrente Poja-Adamè è salito al livello degli argini e in alcuni punti è pure esondato. In via precauzionale, la sindaca di Saviore dell’Adamello, Serena Morgani, ha emesso due ordinanze urgenti. La prima per evacuare le abitazioni - si tratterebbe perlopiù di seconde case - e le baite più a rischio situate in località Rasega, Campel, Plamore e Mulino e nella frazione Valle. La seconda per imporre la chiusura di due strade comunali: quella che da Valle conduce a Resega-Campel e quella che scorre accanto al torrente, gonfio a dismisura.

Prorogato lo stato di emergenza

Altri corsi d’acqua sono esondati in val Finale, tra Edolo e Incudine e preoccupa il Vallaro. Mentre la caduta di numerose piante, rase al suolo dalle raffiche di vento, ha reso indispensabile la chiusura della passo del Vivione. Altri comuni fanno i conti con la devastazione (tetti e coperture flagellati) causata dalla violenta grandinata di domenica mattina.

Mentre si attendono i fondi regionali per ripulire i corsi d’acqua dai detriti e dai massi (e fare fronte ai nuovi ingenti danni) è arrivata da parte del Governo la proroga dello stato di emergenza, per ulteriori 12 mesi, in diverse zone della valle.

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