Cronaca Gardolo

Siringa nel parco giochi di Melta di Gardolo. Demattè (Lega): «episodio grave», Ianeselli: «prevenzione prima di tutto»

Il primo cittadino sottolinea che non è solo con la repressione che si risolvono le questioni legate al consumo di droga e ha spiegato che è un mix di interventi che va fatto: sicurezza e interventi sul sociale per prevenire

La siringa ritrovata nel parco il 24 gennaio

Trovata una siringa in un parco a Garodolo, nel pomeriggio di domenica 24 gennaio. La polizia locale è intervenuta tempestivamente per rimuoverla, il consigliere della Lega Salvini Trentino, Daniele Demattè incalza il sindaco di Trento Franco Ianeselli e la Giunta. In una nota inviata alla redazione, il consigliere Demattè ha affermato di aver ricevuto personalmente la segnalazione da parte di una mamma di Gardolo e di aver contattato il Nue (Numero Unico per le Emergenze) 112 per denunciare il fatto. La donna, spiega Demattè era «allarmata per la presenza di una siringa con ago scoperto sotto allo scivolo dei bambini, presso l’area giochi del parco di Melta». Pochi minuti dopo la telefonata al Nue, come confermato dal consigliere, una pattuglia della polizia Locale ha rimosso in sicurezza la siringa.

«Un episodio grave, un atto di totale incoscienza da parte di chi ha abbandonato quella siringa dopo averla utilizzata e che avrebbe potuto costare caro ad un bambino ma anche ad un adulto» afferma Demattè. «Epatite B, C e HIV, sono le principali malattie potenzialmente trasmissibili con la puntura di una siringa abbandonata. Alla luce di quanto accaduto domenica 24 gennaio al parco di Melta di Gardolo, l’ennesimo ritrovamento di una lunga serie nei parchi cittadini, ritengo doveroso chiedere al Sindaco e alla Giunta, se e quali interventi intenda adottare questa Amministrazione Comunale al fine di proteggere bambini e adulti da questo tipo di pericolo nei parchi della nostra città, nonché se si intenda intraprende una qualche iniziativa di sensibilizzazione al problema, nelle scuole primarie cittadine».

Prevenzione, prima di tutto

«Si tratta di intervenire su più livelli con il controllo, con le azioni congiunte di polizia Locale, polizia di Stato e carabinieri» ha affermato il sindaco Ianeselli. «Noi ringraziamo il questore Claudio Cracovia, perché sta svolgendo un lavoro molto importante. Siamo consapevoli che oltre all'offerta di droga c'è la domanda e c'è anche una ripresa dell'utilizzo dell'eroina». Il primo cittadino ha sottolineato che crede che non è solo con la repressione che si risolvono le questioni legate al consumo di droga e ha spiegato che è un mix di interventi che va fatto e che l'Amministrazione intende portare avanti: sicurezza intesa come controllo del territorio con le forze dell'ordine, le reti di vicinato e interventi sul sociale per prevenire.

«Dietro al controllo c'è proprio l'idea della comunità, delle reti, dell'educazione nelle scuole e della prevenzione» ha spiegato il sindaco Ianeselli. «Noi dobbiamo essere preoccupati ed allarmati per questa recrudescenza, per questa ripresa del fenomeno di consumo di eroina. Dobbiamo fare un lavoro enorme con la prevenzione nelle scuole, nei rapporti con le famiglie, a livello sociale, dell'educazione e nel far crescere la consapevolezza tra i ragazzi».

Il periodo, poi, non è certamente dei migliori, ricorda Ianeselli. Distanziamento, didattica a distanza, rotture dei rapporti, tutte conseguenze delle direttive arrivate dal Governo per evitare che il contagio da Covid-19 si diffonda ulteriormente. «Mi si dice che anche in questi periodi di lock-down e di semi-lockdown l'assenza dalla scuola, per i ragazzi più fragili, abbia prodotto un utilizzo maggiore di droghe pesanti» ha concluso il primo cittadino. «Questo conferma che persone già fragili, nel momento in cui non hanno più rete di comunità e compresenza fisica con compagni di classe e professori, cadono più facilmente nell'utilizzo di queste sostanze o nella creazione di sotto-gruppi dove ci sono fragilità e dove quello si rischia di perdere vite umane. Noi dobbiamo impegnarci tutti come comunità per evitare che ci siano giovani che vadano alla deriva».

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