Il male giace in una persona che non pensa

La vita di Hannah Arendt è stata la protagonista della prima presentazione del Trentino Book Festival 2017. Nadia Beber, 3 figli, laureata in filosofia da studente-lavoratrice, ha presentato il suo libro “A casa nel mondo”. L’evento ha riempito per intero la sala conferenze della Casa della cultura di Caldonazzo

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrentoToday

La protagonista del libro è appunto Hannah Arendt, personaggio poliedrico che ha ispirato la scrittrice nello scrivere la sua tesi di laurea. Arendt è nata nel 1906 da una famiglia ebraica e ha studiato filosofia finchè nel 1933 è stata esiliata in Germania in un campo di apolidi per dieci anni. Questo fatto ha dato vita al pensiero della protagonista: radicale, ma allo stesso tempo etico. Ciò che è accaduto nella vita di Arendt, racconta Beber, l'ha portata a fare un'analisi sul totalitarismo, che per lei è un evento nel quale gli uomini possono solo indietreggiare e non avanzare. Per Hannah Arendt il male giace in una persona che non pensa. Nel suo primo libro infatti parla del male come radicale, mentre successivamente esso rimane in superficie. Ognuno può diventare portatore di male, ma solo chi ha valori etici è capace di combatterlo. Il libro "A casa nel mondo" è diviso in otto capitoli in cui il male viene visto come radicale ma anche banale e quindi normale e umano. Come la scrittrice ha più volte sottolineato durante l'incontro, è molto marcato il tema della Shoah, visto come un evento per annientare il popolo del patto, cioè gli ebrei, per creare una nuova razza, quella ariana.

La scrittrice ha usato delle frasi molto forti per descrivere la dimenticanza degli eventi passati importanti, definendo che "dove essa regna, regnano anche le barbarie". Tornando ad Hannah Arendt, il suo pensiero riguardo al significato dello sterminio degli ebrei avvenuto durante il periodo della Shoah, è che lo scopo di tutte le crudeltà fosse quello di cancellare un popolo per quello che era, portando quindi a giudizi totalizzanti. Nel finale di "A casa nel mondo" vi è un messaggio di speranza: ognuno di noi è unico e lascia il suo segno nel mondo per cambiarlo. L'unico modo per far cessare le crudeltà nel mondo è la nascita di nuove persone. Una nascita che ha inoltre un'importanza politica. Una celebre frase di Hannah Arendt, ripresa nel libro, è "nessuno ha il diritto di obbedire". Il pensiero tra sé e sé è necessario per non vivere con l'assassino che è in noi. Gli uomini sono persone fragili ed è necessario che pensino con sé stessi. Serena Oss Papot (4° A linguistico Marie Curie Pergine) e Giovanna Dusini (4° A scienze umane Marie Curie Pergine) stanno seguendo il Tbf17 come stagiste.

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