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Dolomiti Pride confermato il 9 giugno: si cercano artisti e volontari

Il tema scelto per la prima edizione è 'Oltre i confini', per discutere e riflettere sulla libertà di  esprimere la propria identità, prima ancora della possibilità di sposarsi o di avere una famiglia

È cominciato ufficialmente il percorso che porterà al Dolomiti Pride di Trento del prossimo 9 giugno, al quale sono attesi 5.000 partecipanti. Venerdì sono stati presentati il logo dell'evento e le convocazioni per cercare volontari e artisti. La sfilata è promossa da Arcigay del Trentino Alto Adige, Centaurus di Bolzano, famiglie arcobaleno ed altre associazioni. Il tema scelto per la prima edizione è 'Oltre i confini', per discutere e riflettere sulla libertà di  esprimere la propria identità, prima ancora della possibilità di sposarsi o di avere una famiglia. Il Dolomiti Pride, per la prima volta organizzato in regione - spiegano gli organizzatori - può rappresentare anche un’opportunità per gay e lesbiche di uscire allo scoperto, senza il timore di essere vittime del pregiudizio. La sfilata dei carri si terrà in concomitanza in 30 città italiane.

Di seguito uno stralcio le principali rivendicazioni tratte dal manifesto pubblicato sul sito ufficiale della manifestazione. "Per le donne:? contrasto alla misoginia, al sessismo e alla violenza di genere, autodeterminazione del proprio corpo e delle scelte riproduttive, parità di salario e di accesso alle posizioni apicali al lavoro, contrasto della transfobia e dell’invisibilizzazione sottesa alla lesbofobia. Per le persone migranti?: condizioni di vita più dignitose, ripristino dei tre gradi di giudizio nella richiesta di protezione internazionale, strutture di accoglienza dedicate alle persone LGBTQIA+ per evitare il reiterarsi delle discriminazioni subite nei Paesi di origine. Per le persone disabili?: una legge in tema di assistenza sessuale, come strumento per dare risposta a un bisogno umano troppo a lungo negato. Persone HIV+?: contrasto allo stigma e alle discriminazioni che possono colpire queste persone sul lavoro e in altri ambiti di vita. Persone anziane?: contrasto alla cultura ageista, che discrimina ed esclude le persone LGBTQIA+ anziane, e ricerca di collaborazioni con le organizzazioni che lavorano con le persone anziane per rendere possibile anche nell’ultima età una esperienza visibile e ricca nonostante l’identità sessuale di minoranza. Sex worker?: riconoscimento di un lavoro sessuale libero e autodeterminato, contrastando lo sfruttamento sessuale e il traffico di essere umani, per restituire dignità e sicurezza a chi pratica questa professione, per rendere più concreta la possibilità di cambiare lavoro per chi lo desidera e ridurre lo stigma che produce la segregazione professionale; rifiutiamo ogni tentativo di inferiorizzazione e vittimizzazione delle donne che scelgono consapevolmente questa professione".

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