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Dieci detenuti diventano educatori sociali con la pet therapy

Hanno partecipato al progetto di recupero organizzato dalla comunità di San Patrignano in collaborazione con la direzione del carcere. Il corso puntava a far riconquistare l'autostima grazie agli animali

Stare in galera non dev'essere per nulla una bella esperienza. In questo caso però, forse, è possibile sia stata un po'meno dura. Oggi, infatti, durante una cerimonia che si è svolta nel carcere di Spini di Gardolo a Trento, sono stati consegnati a dieci detenuti i certificati di frequenza di "Educatori e conduttori di cani sociali".

Un gruppo di dieci detenuti tossicodipendenti che hanno partecipato al progetto di recupero organizzato dalla comunità di San Patrignano in collaborazione con la direzione del carcere. Il corso, durato tre mesi, puntava a far riconquistare l'autostima ai detenuti grazie all'uso della pet therapy, la riabilitazione fatta attraverso la vicinanza quotidiana di un animale: conigli, gatti e cani, ma anche cavalli. Una terapia probabilmente più efficace del semplice metadone, tanto che la comunità di San patrignano lo ha utilizzatoo tra le prime in Italia. 
 
"Presso il Cinformi esiste da un paio d'anni uno sportello per i detenuti immigrati proprio per attuare corsi di recupero e impegno sociale", ha ricordato l'assessore Lia Beltrami, presente alla cerimonia officiata dalla direttrice del carcere Antonella Forgione.
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