Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

Acciaieria e inquinanti: per la Provincia è tutto ok, non per i comitati

"Nonostante le numerose evidenze contrarie, per il Presidente della Comunità di Valle va tutto bene, così come per la Provincia, probabilmente più interessata ai futuri gettiti fiscali che alla salute dei cittadini"

Va tutto bene, madama la marchesa: l'acciaieria Valsugana ha una "limitata incidenza" sull'ambiente e sulla salute dei cittadini. Emerge dallo studio realizzato dal Dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale dell’Università degli Studi di Trento, su incarico dell’Appa, sull'incidenza ambientale delle attività dell'acciaieria. Gli approfondimenti, che seguono alle ricerche già effettuate da Appa e Apss dopo l'esplodere del "caso" acciaierie, nel dicembre 2009, hanno riguardato i cosiddetti Inquinanti Atmosferici Tossici e Persistenti (diossine, furani, metalli pesanti e quant'altro). Sono stati oggetto degli approfondimenti l'aria, le deposizioni in diversi siti strategici, fra cui le scuole elementari di Borgo e Roncegno, i depositi sul fondo di uno stagno, quelli su intonaci di edifici e monumenti, ed ancora, fra le altre cose, gli aghi di pino e i fanghi dei depuratori (altrettanti terminali del ciclo alimentare). I dati non sono ancora disponibili, ma - promette il presidente della Provincia Pacher - "saranno accessibili a tutti anche in internet, oltre che attraverso le pubblicazioni scientifiche che ospiteranno i diversi contributi". 

Le misurazioni  hanno evidenziato "la limitata incidenza dell’acciaieria sull'ambiente e la sua compatibilità con l’uso del suolo nel territorio circostante al complesso industriale. I livelli di contaminazione emersi sono giudicati relativamente contenuti e tipici di suoli idonei per uso agricolo o residenziale. Gli approfondimenti, in altre parole, hanno evidenziato sì la presenza dell'acciaieria e il suo contributo alla produzione generale di polveri; ma essa non ha un impatto determinante sulla qualità ambientale delle aree circostanti il sito industriale, e comunque non tale da generare allarme. I picchi registrati in alcuni casi sarebbero riconducibili semmai alle combustioni domestiche".  Insomma l'acciaieria non inquina e se lo fa l'impatto è trascurabile. La colpa, semmai, è delle stufe domestiche. Meno male che non è del traffico, altro vecchio cavallo di battaglia come fonte di inquinamento. L'aspetto più critico - questo lo studio lo ammette - rimangono comunque le emissioni diffuse. La nuova Aurtorizzazione integrata ambientale, in fase di elaborazione, ne terrà conto, al fine di limitarne ulteriormente la produzione. Ma i cittadini? Cosa dicono?

L’associazione ValsuganAttiva esprime "estrema preoccupazione per la prossima ripresa dell’attività dell’acciaieria di Borgo Valsugana.Comprendiamo come in un periodo di forte crisi occupazionale questa notizia sia stata di grande conforto per le famiglie dei lavoratori che verranno riassunti; diversamente, ci saremmo aspettati che sindacati e amministratori fossero più riflessivi nel soppesare tutti i pro e contro della ripresa dell'attività nell'ottica del bene della collettività. Invece le dichiarazioni rilasciate agli organi di informazione sembrano riflettere una visione che anche in questo caso valorizza l'occupazione e sottostima i rischi per l'ambiente e la salute della popolazione. Ad esempio, non si fa il minimo cenno allo studio condotto dai medici ISDE, e presentato dal dott. Cappelletti, inerente ai rischi per la salute degli operai, e nemmeno alle indicazioni presentate dalla nostra associazione ad APPA e Comune di Borgo Valsugana in seguito allo studio che il professor Jobstraibizer ha effettuato sui muschi, dimostrando come le sferule metalliche fuoriuscite dalle emissioni secondarie (illegali) abbiano raggiunto gran parte della Valsugana, con rischi non solo per gli operai ma per tutta la popolazione".

"Nonostante le numerose evidenze contrarie, per il Presidente della Comunità di Valle va tutto bene, così come per la Provincia, probabilmente più interessata ai futuri gettiti fiscali che rientreranno nelle proprie casse che alla salute dei cittadini della Valsugana. Al Sindaco di Borgo, che appare soddisfatto e asserisce che le sue priorità sono l’occupazione e la difesa dell’ambiente, rispondiamo che possiamo essere d’accordo solo se l’occupazione non fa riferimento ad un’acciaieria, perché altrimenti le due priorità diventano, a nostro giudizio, incompatibili".

"In conclusione, ValsuganAttiva non condivide per nulla l'immagine positiva dell'acciaieria presentata da Gary Klesch e dall’amministratore delegato Luca Villa, i quali affermano che lo stabilimento di Borgo è al top a livello nazionale. Ricordiamo che proprio quest'impianto è stato recentemente coinvolto in due inchieste della magistratura incentrate su emissioni oltre i limiti di legge (una parte delle quali posteriore alla riqualificazione impiantistica del 2009), entrambe conclusesi con un'oblazione, che costituisce, implicitamente, un riconoscimento degli avvenuti sforamenti e un’ammissione di colpa sulla gestione illegale dell’impianto. Da parte nostra, abbiamo inviato una lettera all’APPA e al Comune di Borgo chiedendo che nella nuova AIA che dovrà regolare la futura attività dell’acciaieria vengano presi in considerazione alcuni punti, che riteniamo fondamentali tanto per una più corretta e trasparente attività in sintonia con le esigenze democratiche della popolazione quanto per la tutela dell’ambiente e della salute. In particolare, abbiamo chiesto che i dati relativi alle autoanalisi siano disponibili alla cittadinanza, verificabili e legalmente validi, e che venga integralmente rispettata la Legge Kessler per quanto riguarda i limiti di emissioni delle diossine. Concludiamo ricordando che ValsuganAttiva continuerà a vigilare attentamente sull’operato dell’acciaieria e proseguirà nell'attività di videosorveglianza".

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