"Paesaggio mutato. Foreste del Lagorai e di Paneveggio rase al suolo"

Linda Tambosi è coordinatrice delle guide ambientali escursionistiche Aigae del Trentino fa il punto della situazione dopo i danni provocati dal maltempo nelle foreste trentine

"Un disastro umano, naturale e paesaggistico. Alcune guide Aigae - l'Associazione italiana guide ambientali escursionisti - raccontano di come abbiano visto volare i tetti delle case, in Valsugana o val di Pejo, tante strade inagibili per frane ed alberi tranciati dal vento, dal Passo del Tonale alle Dolomiti di Fassa e al Lagorai. Carrarecce forestali e sentieri di alcune zone sono completamente scomparsi: abeti rossi spezzati come fiammiferi e valli rase al suolo, ad esempio la Val Calamento e tutte le implicazioni che questo comporta. Si calcola che in un giorno siano caduti tanti alberi quanti ne vengono tagliati in Italia in un anno".  Linda Tambosi è coordinatrice  delle guide ambientali escursionistiche Aigae del Trentino fa il punto della situazione dopo i danni provocati dal maltempo nelle foreste trentine. "Ci vorranno anni per ripristinare e pulire i sentieri e strade forestali, ci sono ancora zone isolate e senza luce, è stato come tornare al medioevo di colpo ed è stata una buona occasione per riflettere su quanto siamo dipendenti dall'elettricità", commenta Linda Tambosi.

Michela Luise, socia Aigae, racconta che si sente disorientata da questo paesaggio mutato: "I boschi e le zone che conosce fin da bambina, punti di riferimento da sempre, semplicemente non esistono più. Un tale cambiamento paesaggistico ci ricorda la situazione di 100 anni fa, durante la Grande Guerra. Disastri in zone famose come Artesella, che hanno dichiarato che riapriranno in data da destinarsi, o al Parco Asburgico di Levico dove sono cadute 150 piante secolari. Non c'è bisogno di parlare solo del bosco dei violini, basta un sguardo a Montagne poco conosciute a livello turistico, come il Doss del Miola a Pinè non esiste più come si conosceva fino 10 giorni fa".

E non solo, anche la fauna è stata danneggiata. Preoccupa sicuramente l'avifauna - cioè i volatili - che si ritrova senza siti di nidificazione, i tetraonidi (ad esempio pernici e galli cedroni) e tutte altre specie boschive che dipendono da questi tipi di bosco. "È doveroso dire grazie al grande lavoro della Protezione civile e ai vigili del fuoco che hanno protetto la popolazione e evitato danni maggiori. In questo momento, davanti ai fatti, si sconsiglia di frequentare sentieri se non di sicura percorribilità, dopo le frane e smottamenti i terreni sono instabili e quindi di non rischiare inutilmente".

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