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Il 30% delle persone sceglie la cremazione. C'è chi si fa "disperdere" in natura

Ma non è tutto: dallo studio dei dati ottenuti, infatti, si può valutare e calibrare la gestione dell’impianto di cremazione di prossima realizzazione nel comune capoluogo. In questo caso l’obiettivo è creare un servizio ottimale (ed equo) a beneficio dell’intero sistema dei Comuni

Nei primi mesi di quest’anno il Consorzio dei Comuni Trentini ha diramato ai 217 Comuni una scheda di rilevazione statistica per conoscere i dati relativi al sistema di sepoltura nel 2012. È la prima volta che viene eseguita un’indagine completa di questo tipo e i risultati evidenziano come al 30 per cento dei decessi segua la cremazione.  «Sono dati importanti – sottolinea il Presidente dei Comuni Trentini Marino Simoni – perché costituiscono un elemento cardine su cui misurare il fabbisogno futuro di sepolture, sia nel senso canonico di nuovi posti per l’inumazione o la tumulazione, sia di cellette ossario/cinerarie, visto che la scelta della cremazione è orientata preferibilmente alla conservazione delle ceneri nel cimitero».

Ma non è tutto: dallo studio dei dati ottenuti, infatti, si può valutare e calibrare la gestione dell’impianto di cremazione di prossima realizzazione nel comune capoluogo. In questo caso l’obiettivo è creare un servizio ottimale (ed equo) a beneficio dell’intero sistema dei Comuni. «Dai risultati emerge la necessità del percorso intrapreso per giungere alla costruzione del tempio crematorio a Trento – ha concluso Marino Simoni in conferenza stampa – per la cui fruizione troveremo meccanismi di equità dei costi su tutto il territorio trentino».

«Grazie alla collaborazione di tutti i Comuni trentini, che hanno compilato il modello che abbiamo formulato per primi a livello nazionale – ha indicato Carmelo Passalacqua dello Sportello Servizi Cimiteriali e Funerari del Consorzio – l’indagine fornisce cifre ad ampio spettro sui decessi in Trentino nel 2012, ma illustra anche le operazioni cimiteriali nel dettaglio dei singoli Enti locali». I dati sono stati raccolti nei mesi di marzo ed aprile e sono stati organizzati su scala provinciale ed in forma aggregata in schede. 

I dati

Dalla scheda generale si nota che su 4.744 decessi complessivi in Trentino nel 2012, sono state cremate 1.431 salme, pari al 30% del totale. Per quanto riguarda le ceneri derivanti dalle 1.431 cremazioni, 786 sono state tumulate in sepoltura privata (loculo celletta, tomba di famiglia), 191 conservate  in area in concessione, 180 conservate in campo comune, 155 oggetto di affidamento familiare, 12 disperse nel cinerario comune, 2 disperse in apposita area cimiteriale, 29 disperse in natura (fuori dai cimiteri) e 96 trasportate in altri comuni.

Le rimanenti 3.313 salme, pari al 70% dei decessi, sono state sepolte con metodi tradizionali. Di queste in particolare, 1.710 salme sono state inumate in campo comune, 751 inumate in area in concessione, 461 tumulate in sepoltura privata e 391 trasportate in altri comuni.  I risultati della rilevazione sulle esumazioni ed estumulazioni evidenziano, inoltre, come, nel 2012, siano state effettuate sul territorio trentino 3.487 operazioni cimiteriali che hanno dato come esiti 2.942 resti ossei e 673 inconsunti. I 1.455 resti ossei sono stati conferiti nell’ossario comune, 1.288 conservati in sepoltura privata, 31 trasportati fuori comune e 168 cremati. Gli inconsunti invece hanno registrato quale destinazione per 81 di essi il campo di mineralizzazione, per 30 la sepoltura privata, 3 sono trasportati fuori comune e 559 cremati.

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